Le preoccupazioni dei sindaci dell'Alta Versilia seguono a ruota le dure critiche degli industriali del settore al provvedimento che, se dovesse andare in approvazione così come lo ha varato la giunta regionale, potrebbe compromettere - dicono da tempo le aziende - la sopravvivenza di numerose attività con effetti devastanti sull'occupazione. Le imprese, riunite in un coordinamento che tiene insieme le realtà produttive della Versilia, di Massa e della Garfagnana, pochi giorni fa portava ad esempio due situazioni particolari. «A titolo di esempio, si citano, la Comunità di Levigliani che vedrebbe venir meno, oltre alla sua storia e al suo valore sociale e occupazionale, un valore, sottostimato, nell'ordine dei centocinquanta milioni di euro - afferma il coordinamento delle imprese apuane - la Comunità della Garfagnana, il cui tessuto sociale ed economico ruota principalmente sul lapideo e rappresenta un valore occupazionale di 200 addetti diretti e oltre 100 indiretti, con un fatturato annuo di oltre 30 milioni di euro annui. Da ciò si può immaginare a quanti miliardi di euro ammonterà la stima di tutto il comparto lapideo regionale che verrà annullato». «Ogni mediazione è fallita dopo un anno di trattative, dove le imprese sono state puntuali, preparate, pazienti, e dopo un mese e mezzo di tavolo tecnico, non è uscita nessuna concertazione - scrivono ancora gli imprenditori del lapideo - nessun suggerimento e nessuna proposta sono stati recepiti». Da qui un appello agli amministratori regionali: «Le imprese e i lavoratori chiedono ai consiglieri regionali che intervengano fermamente al fine di scongiurare il peggio, e chiedono al presidente della Regione Toscana di confermare concretamente, all'interno del piano, quelle rassicurazioni più volte pubblicamente dichiarate sul futuro del territorio al quale non sarebbe venuto meno il lavoro e la crescita».