La prima "pietra del paragone", nella lunga disputa rinascimentale sul primato fra pittura e scultura, riemerge dai depositi di Palazzo Barberini. Dove le ricerche di Andrea De Marchi, direttore scientifico del laboratorio di restauro, hanno portato a una straordinaria scoperta: quella che si credeva una tavola lignea dipinta da un manierista emiliano in realtà altro non era che il "Davide e Golia" di Daniele da Volterra, realizzato su lavagna probabilmente a partire dai disegni del maestro Michelangelo. Vale a dire, l'opera che Monsignor della Casa, celebre autore del Galateo, commissionò all'artista a metà del Cinquecento, per stabilire quale, fra le arti, meritasse il primato. Una pagina di storia dell'arte, dunque, a cui la Soprintendenza per il Polo museale romano, guidata da Daniela Porro, e la direttrice di Palazzo Barberini, Cinzia Ammannato, hanno deciso di dedicare la mostra "Daniele da Volterra e la prima pietra del Paragone", curata da De Marchi, mettendo a confronto l'opera ritrovata (e restaurata grazie al contributo di un mecenate) con il suo disegno preparatorio, con altri lavori attribuiti a Daniele da Volterra e con altri dipinti su pietra. ( sara grattoggi)