IL REINTEGRO nella carica di soprintendente a Siracusa di Beatrice Basile, funzionario stimato e dalle indubbie qualità professionali, a opera di un giudice del lavoro, è la testimonianza delle lacerazioni interne nella sinistra e l'esito della pessima gestione della politica dei Beni culturali a opera del governo Crocetta. Uno scontro durissimo ha visto la contrapposizione fra gli assessori che si sono avvicendati, basata sulla conquista di poltrone invece che sulla elaborazione di programmi per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. I risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti: musei chiusi, siti archeologici in abbandono, ritardi nella spesa dei fondi europei, continui cambiamenti dei vertici del dipartimento in totale assenza di valorizzazione e gestione dei siti Unesco. Il caso più inquietante e rovinoso per il futuro della Sicilia è quello dei piani paesistici. Redatti nel 2008, sono ancoratutti in itinere (econilmetodo adottato ci vorranno altri 15 anni), eppure sono già paradossalmente in vigore con un effetto paralizzante sul territorio di mezza Sicilia, ridotto di fatto a un cimitero di iniziative e mancato sviluppo. Alcuni casi sono eclatanti, come i vincoli di inedificabilità assoluta imposti su alcune aree ricadenti all'interno dell'area industriale di Priolo. Aree che confinano con ciminiere e impianti produttivi. In questa sovrapposizione di competenze (gli enti locali fanno i piani regolatori, la Regione i piani paesistici) l'unica arma vincente e l'unico potere reale è quello di veto dei burocrati regionali che annulla e a tratti ridicolizza la politica, relegandola a un mero, litigioso potere di nomina, privandola della sua funzione più alta e nobile che è quella della scelta. Oggi le rappresentanze democratiche, e quindi i cittadini, non possono scegliere il modello di sviluppo del proprio territorio. Se programmare un futuro industriale, turistico, agricolo. Tutto il mondo occidentale sa che è perfettamente possibile coniugare tutela dell'ambiente e sviluppo. Anzi le politiche ambientali, lo sviluppo sostenibile sono volano di crescita e di nuovo lavoro. Accade ovunque. Potrebbe accadere anche in Sicilia. Invece qui abbiamo veti, procedure infinite, disoccupazione. E la scomparsa della politica. L'autrice è parlamentare di Forza Italia