SALIERA: "È IL PRIMO PASSO PER IL TECNOPOLO" IL "Tecnopolo" bolognese all'ex Manifattura Tabacchi, qualcosa a metà tra la "Silicon Valley" e un centro studi, parte con una demolizione. Il via ieri come da calendario, anche se l'abbattimento vero e proprio della porzione non vincolata dalla Soprintendenza comincerà nei prossimi giorni non appena saranno terminate le operazioni di bonifica del terreno circostante e di sgombero degli occupanti abusivi. La ditta vincitrice dell'appalto, "Il faro" di Castel Maggiore, ha chiesto la garanzia che all'interno dell'edificio non ci siano più occupanti. Per questo le forze dell'ordine stanno procedendo allo sgombero al fine di consentire l'ingresso delle ruspe. Ma per l'ex Manifattura arriva una buona notizia anche da parte della Procura: l'inchiesta avviata dal pm Antonello Gustapane con l'ipotesi di abuso d'ufficio per via dei costi lievitati da 71 milioni dello studio di fattibilità a 198 preventivati in seguito, è stata archiviata dopo un approfondimento del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Anche questa nube che si interponeva alla realizzazione dell'infrastruttura è quindi dissipata. Sarà quindi avviata l'opera che, una volta finita, dovrebbe ospitare tra 1200 e 1400 persone tra ricercatori, tecnici e impiegati. «Uno dei volani della ripresa di Bologna e dell'intera regione con ricadute positive per le imprese e l'occupazione della nostra città» ha spiegato Simonetta Saliera che, da vice presidente nella giunta di Vasco Errani, si batté a lungo per la realizzazione dell'infrastruttura. Il presidente del quartiere Navile Daniele Ara e il suo omologo alla commissione Urbanistica di Palazzo d'Accursio Claudio Mazzanti si rallegrano per l'avvio della riqualificazione di questo spicchio di quartiere Navile a ridosso di via Stalingrado da tempo in stato di abbandono e di degrado. Saliera tuttavia annuncia che dopo la demolizione occorrerà avviare il primo stralcio della nuova Manifattura che verrà realizzato con risorse della Regione per 58 milioni. Una volta ultimato, il "Tecnopolo" ospiterà importanti laboratori di ricerca dell'università, dell'Enea, dell'Istituto ortopedico Rizzoli e dell'Arpa. Lì verranno altresì ubicate le sedi del centro di ricerche sui fenomeni sismici e della Protezione civile. Insomma, un "pensatoio" che dovrebbe fungere da culla di innovazioni e nuovi brevetti nati dalla ricerca scientifica e tecnologica. Tutto ciò in funzione sia dell'applicazione industriale delle nuove soluzioni, sia in funzione della ricerca teorica a beneficio dell'innovazione per l'industria, in particolare di quella bolognese ed emiliano romagnola.