CIVIDALE, il calendario dei Castelli Pubblicazione della Banca popolare di Cividale La ricchezza del patrimonio museale cividalese non smette di stupire. A dare impulso alla divulgazione di questo inestimabile patrimonio si fa carico la Banca Popolare di Cividale che anno dopo anno (da oltre 20 ormai) fa del proprio calendario istituzionale una pubblicazione attesa, divenuta oggetto di collezionismo per le immagini - spesso inedite - dei tesori nascosti della città ducale. Cosí è anche per il calendario 2015 dedicato a reperti del Friuli medievale rinvenuti nei castelli del Cividalese. Curato direttamente dalla direzione del museo archeologico nazionale della città ducale, il calendario presenta preziose testimonianze di un periodo fondamentale della storia friulana segnata dal fenomeno dell'incastellamento. Già Paolo Diacono nella sua "Historia Langobardorum", richiamando l'attacco avaro del 610, ricorda sette castra locali a dimostrazione del capillare controllo del territorio da parte dei Longobardi. Ma è tra il XIII e il XIV secolo - spiega il direttore della sede museale, Fabio Pagano, - «che il paesaggio friulano si popola di castelli, luoghi posti a controllo delle strade principali e costruiti con tecniche edilizie e soluzioni tecnologiche di primo piano». È il periodo in cui si rafforza il potere temporale dei Patriarchi di Aquileia. «I materiali provenienti dagli scavi dei castelli - spiega ancora Pagano - disegnano sicuramente l'immagine di un medioevo ferreo, ricco d'armi e di armature, come la collezione di cuspidi di freccia provenienti dal catello di Guspergo o gli eccezionali guanti di armatura recentemente trovati nel castello di Cuccana». Reperti eccezionali, come il sigillo in lega aurea di un imperatore bizantino o oggetti più semplici, quali una brocca o un pettine, sono emersi nelle campagne di scavo nelle zone castellate del Cividalese e stanno a significare «la centralità del ruolo dei castelli nella storia friulana» come hanno ben fatto emergere le pagine autografe e i disegni di studiosi cividalesi come Gaetano Filippo Sturolo e Michele della Torre i cui fondi sono custoditi nel museo cittadino. Il calendario, attraverso le foto di Adalberto D'Andrea e Laura Tessaro, corredate dai testi di Alessandra Negri, presenta tavola dopo tavola preziosi reperti dell'epoca: da antiche monete del VI secolo rinvenute ad Attimis a ceramiche del XV secolo provenienti da Tarcento e dal castello di Cergneu; da una lama di un'arma da battaglia del XIII secolo trovata nel castello della Motta di Savorgnano al Torre a uno sperone in ferro del XIV secolo ritrovato nel castello di Biacis di Pulfero.