LIVORNO Adesso che il muro l'hanno intonacato daccapo e l'ingresso ha riacquisito la propria solenne imponenza ottocentesca con le nuove cancellate in ferro battuto, comprese quelle ai lati dell'entrata principale, potrebbe saltare in testa l'idea di chiedersi cosa mai di prezioso o anche solo di interessante possa nascondere alla vista quel perimetro chiaro alto quasi quattro metri. Lì, sul trafficatissimo viale Ippolito Nievo, proprio davanti all'ex Istituto case popolari (poi Ater e ora Casalp), all'angolo con via delle Sorgenti: c'è l'antico cimitero ebraico ottocentesco, che pochi livornesi conoscono e pochissimi hanno visto. Eppure è talmente incistato nel tessuto urbano della città che, prima ancora che si applicasse la fascia di rispetto tutt'attorno ai cimiteri, sono cresciuti palazzi che s'affacciano su questo rettangolo di terreno un po' sghimbescio quasi 90 metri di lato sull'Aurelia, un po' meno del doppio su via delle Sorgenti fitto di tombe, lapidi, sepolcri e cappelle. Ieri questo tesoro di memorie è stato riportato sotto gli occhi della città con la "riconsegna" così la chiama la comunità ebraica dopo il primo lotto di lavori di straordinaria manutenzione finanziato, oltre che dalla Comunità stessa, da fondi del ministero dei beni culturali, della Fondazione Livorno, del Comune e del lascito Paolo Bassano con i lavori a cura della Clc con la direzione dell'architetto Fabrizio Giraldi e del geometra Raffaello Marradi sotto la supervisione della Soprintendenza di Pisa (mentre la schedatura delle iscrizioni sepolcrali l'ha fatta Amaranta con la consulenza di Michael Kahn). C'era il sindaco Filippo Nogarin (che ha scoperto la lapide-ricordo insieme al presidente della Fondazione, Luciano Barsotti) e c'era il suo predecessore Alessandro Cosimi; in mezzo alla folla, tanti rabbini e esponenti di rilievo in campo ebraico. Non è l'unico caso di cimitero dentro il reticolo di case e palazzi: basti pensare ai cimiteri degli inglesi in via Verdi e in via Pera, a quello degli ortodossi insieme a quello della Congregazione olandese-alemanna in via Mastacchi. Ma forse nessun altro risulta così stretto da vicino all' "abbrac- cio" degli appartamenti che lo circondano. Paradossalmente il cimitero monumentale di viale Nievo era nato proprio per la ragione opposta: allontanarlo dall'abitato. Già all'inizio dell'Ottocento prendeva corpo un po' in tutta Europa l'idea che i cimiteri andassero spediti fuori dalle città: non è dunque una sorpresa il diktat del granduca che di fatto fa nascere nel 1840 questo nuovo luogo di sepolture di ebrei. Era il quarto nella storia della presenza degli israeliti nella città senza ghetto. Agli inizi non era proprio un cimitero:era solo come racconta Gabriele Bedarida la spiaggia dei Mulinacci che ospitava i resti anche di impiccati e prostitute; a metà Seicento, si ottenne un'area in via Pompilia ma senza poterla recintare; in via del Corallo finalmente arrivò nel 1734 un vero cimitero ebraico. Il cimitero in zona Fiorentina resterà attivo sessant'anni fino all'inizio del Novecento: vi troveranno sepoltura ben 27 rabbini incluso Eliza Benamozegh cresciuti sotto l'ala dell'Università Rabbinica livornese e talvolta conosciuti in mezzo mondo. A ciò si aggiungano i monumenti sepolcrali di grandi famiglie cittadine, a cominciare dagli Attias, dai Cave e dai Chayes ma senza dimenticare il generale tunisino Nissim Semama, lo stam,patore Salomone Belforte o Emanuele Modigliani, il nonno di Modì.
LIVORNO - Il cimitero ebraico ora è tornato all'antico splendore
Il cimitero ebraico ottocentesco di Livorno è stato riportato alla vista della città con la "riconsegna" dopo il primo lotto di lavori di manutenzione finanziati da fondi del ministero dei beni culturali, della Fondazione Livorno, del Comune e del lascito Paolo Bassano. Il cimitero, che era stato costruito nel 1840, era stato nascosto dalla città e si trovava in viale Ippolito Nievo, proprio davanti all'ex Istituto case popolari. Il cimitero è stato restaurato e ora è visibile di nuovo alla vista della città. Il cimitero contiene tombe, lapidi, sepolcri e cappelle, e vi sono sepolti anche rabbini e personaggi importanti della comunità ebraica.
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