Pachino. È allarme tra i residenti di Marzamemi, per la sorte dei barconi testimoni di uno dei più antichi sistemi di pesca del Mediterraneo. Da molti anni sono preda dell'abbandono e dell'incuria. Il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, che proprio nei giorni scorsi ha effettuato una ricognizione per verificare lo stato dell'arte con il dirigente della SOpRINTENDENZA ai Beni culturali di Siracusa, Aldo Spataro e l'assessore alla Cultura Gisella Calì, ha assicurato «che c'è una trattativa in corso, con i proprietari e la SOpRINTENDENZA ai Beni Culturali per garantire che gli scieri non vadano perduti». Il primo cittadino si ritiene fiducioso per una soluzione rapida che consenta ai barconi di rimanere nell' attuale ubicazione e cioè la camperia. Ciò consentirebbe all'amministrazione di provvedere alle riparazioni, e realizzare un museo del mare, «con risorse limitate - ha precisato - anche perché, pare, ci sia la disponibilità dell'attuale proprietario della camperia dove sono custoditi gli scieri a cedere in comodato d'uso gratuito l'area». Gli scieri su cui pende il vincolo etno -antropologico dei Beni culturali, ha sollevato polemiche e proteste tra i cittadini residenti. Eppure, c'è chi da anni, come Fabrizio Campisi, titolare dell'unico cantiere navale ancora in attività, continua ad offrire gratuitamente la sua opera per riparare le profonde ferite di questi preziosi testimoni di un sistema di pesca antico. 11012015