NON esistono più le soprintendenze, né il direttore regionale: l'intero "sistema- cultura" del Ministero per i Beni culturali in Liguria è scoperchiato. «Tutti i dirigenti e tutte le sedi sono di fatto vacanti », conferma l'ex vertice del ministero in Liguria, il già direttore regionale Maurizio Galletti. È l'effetto immediato della riforma attuata dal ministro Dario Franceschini ed appena entrata in vigore: di tutto l'impianto "storico", seppur riformato più volte, degli uffici di Palazzo Reale (sede delle quattro soprintendenze e della direzione regionale) rimane ben poco. Accorpamenti, riduzione, razionalizzazione, in una parola molto del potere anche amministrativo torna a Roma. La Liguria, però, in questa rivoluzione conquista due carte vincenti: avanza alla ribalta nazionale, infatti, con due eccellenze, riconosciute come tali dalla riforma. Si tratta di Palazzo Reale, che diventa polo regionale, e la Biblioteca universitaria, che sta completando il proprio trasferimento nella nuova sede dell'ex hotel Columbia, anch'essa balzata al proscenio con altre sole tre biblioteche nazionali, Torino, Firenze e Napoli. Cosa accadrà ora? «Le soprintendenze per i Beni artistici e per i Beni architettonici si fondono e vi sarà un unico vertice », spiega Maurizio Galletti, che di fatto ha già lasciato la guida della Liguria perché la sua casella, di fatto, non c'è più. Al suo posto è stato creato il ruolo, molto meno pesante, di "segretario regionale" che infatti sarà ricoperto da un dirigente di seconda fascia, che deve ancora essere nominato. Galletti è di livello superiore alla nuova posizione e sta valutando, dunque, se accettare un nuovo incarico al Ministero oppure, visto che ne ha i requisiti, andare in pensione. Il nuovo "segretario regionale" sarà scelto con un bando, pubblicato in questi giorni da Mibact e la sua nomina, come quella di tutti gli altri dirigenti, arriverà nei primi giorni di febbraio. «Una circolare ministeriale prescrive che tutti svolgano in questo periodo di interregno funzioni di stralcio, in attesa dell'arrivo dei nuovi dirigenti », spiega Galletti. Per non lasciare allo sbando, comunque, un impianto organizzativo completamente trasformato. Resiste la soprintendenza ai Beni archeologici, ma è declassata ad articolazione periferica e dipende direttamente dalla direzione centrale, a Roma. Anche qui il vertice, Bruno Massabò, è vicino al pensionamento e arriverà dunque un nuovo responsabile. «I nuovi dirigenti saranno scelti attraverso interpelli spiega Galletti a livello interno dell'amministrazione, su base nazionale, molti ex soprintendenti, dunque, faranno le valige e viaggeranno per l'Italia, raggiungendo nuove sedi». Fiore all'occhiello sarà Palazzo Reale, che diventerà polo museale, una delle venti eccellenze individuate dal ministro Franceschini su tutto il territorio nazionale, e sarà guidato da un manager-direttore che verrà scelto con un bando internazionale e prenderà posto, in via Balbi, dal primo giugno. Il museo è stato fino ad oggi sottoposto alla soprintendenza dei Beni Architettonici e adesso invece diventerà un vero e proprio istituto indipendente, che non solo si occupa di tutela e valorizzazione ma anche di promozione, ecco perché tra i requisiti del futuro direttore ci devono essere importanti esperienze manageriali. Entrerà nella gestione di Palazzo Reale, l'altro museo nazionale di Genova, Palazzo Spinola di Pellicceria, finora a pari grado con il museo di via Balbi, che viene dunque ridimensionato nel suo profilo amministrativo. Rivoluzione anche negli archivi: il direttore dell'Archivio di Stato diventa anche vertice della soprintendenza archivistica, ricongiungendo in una, quelle che fino ad oggi erano due figure distinte. Maurizio Galletti è orgoglioso del riconoscimento avuto dalla Liguria: «Evidentemente è servito un lavoro caparbio e determinato nel valorizzare le nostre eccellenze», riflette. Non soltanto per l'elezione a polo museale di Palazzo Reale, ma anche per la Biblioteca universitaria. «L'Universitaria è una delle quattro sedi dirigenziali di seconda fascia che rimangono, in tutto, in Italia indica Galletti oltre alle tre di prima fascia, dove ci sono Roma, Firenze e il centro per il Libro. Genova è con Torino, Venezia e Napoli».