«UN disegno predatorio che ha spogliato Palazzo d'Orleans dei suoi beni» e il sospetto che dietro vi siano state scelte tali da configurare l'associazione a delinquere. Un danno per la Regione «da centinaia di milioni di euro», che continua tuttora. Ecco la relazione segreta che il governatore Rosario Crocetta ha consegnato venerdì scorso al procuratore di Palermo Franco Lo Voi chiedendo di verificare se ci siano gli estremi per avviare un'indagine penale. Trentasei pagine che ricostruiscono il grande affare della cessione degli immobili, dalla costituzione della "Sicilia patrimonio immobiliare" (Spi) al riaffitto di beni a canoni «fuori mercato» passando per il mega censimento costato già 80 milioni di euro, come scoperto da Re-pubblica nel 2010 e sul quale pende un arbitrato da altri 80 milioni. Una relazione durissima, scritta in gran parte dal presidente del Consiglio di sorveglianza di Spi, l'avvocato catanese Antonio Fiumefreddo, nominato assessore ai Beni culturali dal governatore e poi dimessosi per le polemiche sulle sue iniziative ai tempi della guida del Teatro Massimo Bellini di Catania. Nella relazione si ricostruisce innanzitutto la vicenda della costituzione di Spi che, «così come è stata intesa e praticata, lungi dall'essere un'operazione di ingegneria finanziaria, ha rappresentato soprattutto un vulnus inaudito alla sovranità regionale ». Nella relazione sul tavolo di Lo Voi si ricostruisce quindi l'avvio durante il governo Cuffaro della partnership con Ezio Bigotti. Socio della Spi e autore del censimento degli immobili milionario, l'imprenditore torinese è «entrato in società con la Regione attraverso una controllata dalla lussemburghese Lady Mary II, schermata da due fiduciari del Granducato». Il censimento dal 2007 al 2009 è costato 80 milioni e subito dopo, nel 2010, quando Repubblica sollevò il caso, l'allora assessore all'Economia Gaetano Armao, che in passato era stato consulente di Bigotti, da un lato bloccò i pagamenti, ma dall'altro avviò un arbitrato. Aprendo quindi il fianco a risarcimenti a Bigotti: secondo una prima decisione degli arbitri la Regione sarebbe soccombente per 12 milioni di euro, ma intanto la cifra del contenzioso è salita a 80 milioni. Altra parte cospicua del dossier riguarda la cessione dei 33 immobili, con gara pubblica, al fondo guidato allora dalla Pirelli Re. Qui si fa riferimento in gran parte alla relazione della sezione controllo della Corte dei conti dell'ottobre 2008. Il fondo era composto dalla società Trinacria Capital, Sicily Investment e Sicily development. Le prime due sono «società partecipate congiuntamente per il 60 per cento dal fondo Rreef global opportunities Fund II, amministrato dalla Deutsche Bank e per il 40 per cento dalla Pirelli Re». Anche qui non mancano i legami con società in paradisi fiscali: almeno questo sostiene l'Espresso in una lunga inchiesta dello scorso novembre: «I consulenti di Pwc scrive l'Espresso si sono occupati anche di un affare che ha per protagonisti la Deutsche Bank, il più grande istituto di credito tedesco, e la Regione Sicilia dell'allora governatore Cuffaro. L'operazione, che ha preso le mosse nel 2007, ruota attorno al fondo Global Opportunities, gestito da Deutsche Bank attraverso una piramide societaria che parte dallo Stato americano del Delaware, transita da Malta e infine approda in Lussemburgo. Polemiche anche sulla selezione dei soci privati: accanto a big del livello di Prelios (all'epoca controllata da Pirelli), compare anche un immobiliarista di Pinerolo, Ezio Bigotti». Dalla cessione di questi 33 immobili, la Regione incassò allora subito 200 milioni di euro, salvo poi riaffittarli il giorno dopo a un canone annuo di circa 20 milioni di euro. La Corte dei conti segnalava come la cessione sia stata fatta a prezzi fuori mercato, pari a 1.088 euro al metro quadro. Ma c'è di più. Nel dossier si sottolinea come i 200 milioni di euro incassati allora dalla Regione siano serviti al «ripianamento del deficit strutturale della sanità». Il governatore Crocetta punta quindi a far avviare un'indagine penale su questa vicenda, dopo
SICILIA - "Speculazione sui palazzi per centinaia di milioni" La denuncia di Crocetta ai pm
Il testo è un articolo di giornale che descrive una vicenda di corruzione e frode finanziaria nella Regione Siciliana. Il governatore Rosario Crocetta ha chiesto al procuratore di Palermo Franco Lo Voi di indagare sulla vicenda, che coinvolge la cessione di beni alla società Trinacria Capital, Sicily Investment e Sicily development, che hanno ricevuto 200 milioni di euro dalla Regione. La vicenda è stata segnalata dalla Corte dei conti e coinvolge anche l'imprenditore Ezio Bigotti, che ha ricevuto 12 milioni di euro in risarcimento per il censimento degli immobili. Il dossier contiene anche informazioni sulla cessione di 33 immobili a un fondo guidato dalla Pirelli Re, che ha ricevuto 200 milioni di euro dalla Regione.
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