Il sindaco Adduce: premiati perché abbiamo rivalutato il nostro patrimonio Matera über alles. La «Città dei Sassi» sarà Capitale europea della Cultura nel 2019. «Il ministro Franceschini ha firmato il decreto di nomina e adesso la vittoria ha tutti i crismi dell'ufficialità. Siamo ancora nella fase dell'euforia», annuncia Salvatore Adduce, sindaco dal 2010, già parlamentare in quota centrosinistra. Il capoluogo della Basilicata ha puntato sulla capacità di rendere più fruibili e vivi i due cuori della città, non solo i Sassi, ma anche il centro storico. Così ha vinto una sfida, quella per il 2019, alla quale anche Bergamo aveva partecipato, con meno fortuna, fermandosi alle «semifinali». Eppure somiglianze tra la parte più antica di Matera e Città Alta non ne mancano. «Il centro storico è una porzione piccola della città spiega il primo cittadino dove risiedono 5 mila persone, mentre i Sassi, che si estendono su 30 ettari, sono una città vera e propria, oggi abitata da 2 mila materani, che si è svuotata tra gli anni '50 e i '60, quando ne contava 15 mila. Uno sfollamento dovuto alle condizioni igienico-sanitarie molto precarie. Sono così nati i nuovi quartieri periferici. Molti tendono a confonderle, ma sono due entità urbane e urbanistiche molto diverse tra loro». Due realtà da tutelare «Le parole tutela e rigenerazione per noi hanno avuto un solo significato, soprattutto in relazione ai Sassi: mantenerli nelle migliori condizioni possibili, anche perché sono, come decretato dall'Unesco, un Patrimonio dell' Umanità» Un impegno e una responsabilità straordinari. «Indubbiamente. Tenere testa a questo impegno significa passare attraverso piani articolati di investimento che hanno chiamato in causa non solo il pubblico, ma anche il privato. È una sinergia che abbiamo messo in campo, tra la fine degli anni '80 e i primi anni 2000, con il recupero e un ammodernamento del patrimonio immobiliare che appartiene alla storia millenaria della città. Un lavoro che ha dato un esito spettacolare». Ma il materano che vive nelle parti antiche della città di quali servizi dispone? Trova tutto quello che gli serve? «La città è assolutamente equilibrata, non ci sono differenze sostanziali con la parte moderna di Matera, se non per l'accessibilità e la mobilità all'interno dei Sassi. Possono transitare pochissime vetture e ci sono pochissimi parcheggi. Sono elementi logistici che rientrano nella struttura urbanistica di questa parte di città che non consente un'ampia utilizzazione dei veicoli privati, come avviene in altre realtà». Come avete risolto il problema? «Incrementando moltissimo il trasporto pubblico che si muove costantemente sull'unica via che attraversa i Sassi, da nord a sud per circa 2 km e che consente l'accesso a tutti, residenti e turisti». Il tessuto commerciale si è mantenuto? «Dire mantenuto è una parola grossa, ma in linea di massima non manca nulla. Nel centro storico, a ridosso dei Sassi, si trova tutto, negozi di vicinato, piccoli supermarket e botteghe di vario genere. Nei Sassi, invece, la situazione si presenta più deficitaria, ma con l'Associazione Commercianti stiamo pensando di riavviare attività che nella moderna logica commerciale possono sembrare residuali, ma che a nostro avviso, potrebbero riscuotere successo. Sono attività che a Matera, comunque, tengono ancora testa, il piccolo negozio sopravvive ed è destinato ad incrementare la propria attività. Anche perché i commercianti si sono attivati con servizi supplementari. Ad esempio, svolgono la consegna a domicilio senza sovrapprezzo». Nessun neo commerciale, dunque. «Forse uno, quello delle latterie e delle panetterie. Poterne contare qualcuna in più nei Sassi non sarebbe male». Che cosa significherà essere «capitale europea»? «Ci auguriamo una grande riconoscibilità a livello planetario e un grande flusso di persone che visiterà Matera. Un visitatore attento a tutti gli aspetti, anche antropologici, della nostra città e non quel turista generico e superficiale che abbiamo annoverato fino ad ora».