BORGIA - Il nuovo Museo archeologico di Scolacium, allestito presso la Roccelletta, da oggi apre le porte al pubblico. Dopo essere stato presentato alla stampa ieri dalla soprintendente Elena Lattanti e dal direttore del Parco, Roberto Spadea costituisce per l'intera regione un fiore all'occhiello per il turismo storico-culturale ed una tappa fondamentale negli itinerari archeologici. Infatti i reperti esposti, riportati alla luce in più di venticinque anni di scavi, stanno ad indicare le tappe più significative della ricerca archeologica compiuta nell'area e ne sottolineano l'evoluzione artistica e culturale che il centro antico ha vissuto nelle fasi cruciali della sua vicenda, con particolare riferimento alle epoche intercorse tra i primi anni dopo Cristo e il Medioevo. All'interno del Museo, allestito nella casa signorile dei baroni Mazza, opportunamente ristrutturata, spiccano alcune iscrizioni che fanno luce su una serie di imponenti sculture togate, rappresentanti di personaggi eminenti d'epoca repubblicana e imperiale, rinvenute nel foro e nel teatro, nonché una miriade di ceramiche che . attestano gli scambi e le relazioni che Scoiacium ebbe con tutto il ba-cinodelMediterraneo. La storia del parco si rifa al primo progetto concepito ed elaborato negli anni '60 dall'allora segretario del Fai, Renato Buzzoni, che ha pensato di trasformare alcune proprietà private, in spazi per l'esposizione, lo studio, il restauro, il deposito dei materiali rinvenuti. Successivamente hanno trovato compimento altri progetti con vari finanziamenti erogati in massima parte dallo Stato, ma anche dalla Regione Calabria e dall'Amministrazione provinciale di Catanzaro. Originariamente fu proprio il proprietario terriero del sito, Gregorio Mazza, che intorno alla metà degli anni sessanta consentì al giovane studioso Ermanno A. Arslan, inviato dal soprintentende Giuseppe Foti per riportare alla luce quanto il manto di verde-argento del soprastante uliveto aveva ricoperto per secoli interi. I resti affiorati nel sito della Roccelletta, così chiamato dalla presenza dei ruderi di una imponente chiesa abbaziale normanna (dell'XI-XII secolo), portano ad identificare qui la città greca di Skylletion, colonia di Crotone in Magna Grecia, fondata alla fine del VI secolo a.C, sulle rive del mare Ionio. Una svolta decisiva la si è avuta negli anni '80-'90 grazie ad una mostra documentaria, illustrata con splendide immagini di Aldo La Capra, che ha dato notorietà alla realtà del parco di Scolacium in Italia e in Europa. Cominciarono, poi, a singhiozzo campagne di scavi e di restauro sotto le direttive della dottoressa Elena Lattanti e del direttore Roberto Spadea ai quali va riconosciuta la competenza e va dato atto dell'impegno profuso non solo per aver contribuito a restituire all'area archeologica il decoro consono all'importanza storica rivestita dai resti dell'antica città, ma anche a preservare i tratti originali del sito. In conferenza stampa ieri la dottoressa Lattanti ha illustrato a ritroso il lungo percorso del parco prima e del Museo poi, ringraziando il Ministero per i Beni e le Attività culturali, la direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici e la Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria. «Con l'inaugurazione e l'apertura al pubblico del Parco di Scoiacium si chiude - ha ribadito la stessa Lattanti - una fase ed inizia quella del nuovo Museo che si connota ancor più di delicatezza e di difficoltà, perché non sarà facile mantenerlo funzionale ad un certo livello senza l'aiuto e la collaborazione del Comune di Borgia e dei Comuni limitrofi». Dopo aver ricordato che «il Parco è divenuto una realtà anche per l'impegno profuso dall'allora sottosegretario ai Beni culturali ed attuale presidente della Giunta regionale on. Agazio Loiero, che si è prodigato per un finanziamento di undici miliardi delle vecchie lire» il direttore Spadea ha tenuto a precisare che i fondi si sono esauriti e che è difficile prevedere cosa succederà nei prossimi tempi, considerato che, per effetto della mancanza di fondi, quest'anno, alla pari del precedente, non si è proceduto a programmare campagne di scavi. Da più parti è stato sottolineato che l'ingresso al Parco ed al Museo è assolutamente gratuito e che l'orario di apertura è previsto dalle ore 9 fino ad un'ora prima del tramonto.