Venezia. Il divieto di transito in bacino San Marco per le navi sopra le 96 mila tonnellate è illegittimo. Il Tar, che già lo aveva sospeso a marzo, ieri lo ha cancellato, anche se per il 2015 le compagnie si erano già impegnate a rispettare quel limite e ieri lo hanno ribadito. Il ministro Lupi ha invece annunciato il riscorso al Consiglio di Stato e promesso decisioni rapide: «La Via sul Contorta sarà pronta per marzo». VENEZIA. Il limite sarebbe dovuto scattare già dallo scorso 1 gennaio: niente più «grandi navi» oltre le 96 mila tonnellate («tetto» scelto dal governo) davanti a piazza San Marco. Ma ora quel limite non esiste più, spazzato via dalla sentenza numero 13 depositata ieri dal Tar del Veneto, e dunque già da oggi potrebbero entrare in laguna a Venezia le navi più grandi del mondo. In teoria. La pratica, però, è un po' più «gattopardesca»: nulla cambierà. Nel senso che un gentleman agreement tra governo e compagnie ha già previsto che per quest'anno Tar o non Tar nel canale della Giudecca facciano capolino solo gli scafi più piccoli, tagliando fuori le «ammiraglie» come la Costa Favolosa, recentemente uscita dalla Fincantieri di Marghera, che arriva a 140 mila tonnellate. Lo conferma la Clia, l'associazione di categoria della crocieristica: «Ci siamo impegnati volontariamente a non portare navi di stazza superiore alle 96 mila tonnellate a Venezia, fintantoché non vengano rese operative rotte alternative - dice Clia - Confidiamo che il governo italiano decida quanto prima sui progetti». Ormai è da 3 anni, dal naufragio della Costa Concordia al Giglio nel gennaio 2012 e dal successivo decreto Clini-Passera, che si dice che a Venezia le grandi navi non possono più passare a poche decine di metri dalla Basilica e da Palazzo Ducale. Il Clini-Passera dava lo stop a quelle sopra le 40 mila tonnellate (praticamente tutte), ma solo dopo aver individuato un'ipotesi alternativa. Ed è anche per questo che i giudici hanno bocciato i limiti, dicendo che si tratta di «drastiche misure interdittive» senza una via d'uscita. E dunque in contrasto con il decreto del 2012, come avevano evidenziato gli avvocati Vittorio Domenichelli (legale di Vtp) e Roberto Longanesi Cattani (legale degli operatori del terminal). Ora il pallino è nelle mani della commissione Via del ministero dell'Ambiente, che sta vagliando tre ipotesi: in pole position c'è il canale Contorta (proposto dal Porto e sostenuto anche dal ministro Maurizio Lupi), poi ci sono il terminal alla bocca di Lido e Marghera. E proprio ieri il ministero delle Infrastrutture, annunciando che farà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza, ha aggiunto che «il pronunciamento del Tar rende ancora più urgente l'individuazione del percorso alternativo» e ha rivelato che la risposta della Via sul Contorta arriverà nella prima metà di marzo. E potrebbe non essere un caso che a metà marzo si tenga una delle più grandi fiere delle crociere a Miami, il Cruise Shipping. Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha invece detto che il governo «conferma il suo no ai condomini galleggianti». Nelle 22 pagine di sentenza, oltre alla violazione del Clini-Passera, i giudici contestano anche «carenza di istruttoria» e «difetto di motivazione» del provvedimento, spiegando che i limiti posti (sia quello del 12,5 per cento per il 2014, che quelle delle 96 mila tonnellate) non hanno una spiegazione, anche alla luce del fatto che i rischi sono definiti solo «presunti». Il Tar auspica infine che in futuro si possa pervenire «ad una più adeguata ponderazione di tutti gli interessi pubblici e privati coinvolti», citando espressamente l'occupazione e l'indotto, «temi rimasti privi di adeguata considerazione». Inoltre, ricordando che già in marzo il provvedimento era stato sospeso, i magistrati «bacchettano» il governo: «Non si è registrato, a distanza di oltre 10 mesi, alcun intervento risolutivo».