Come immagina il nuovo anno, appena iniziato, il fondatore e instancabile animatore dell'Istituto italiano per gli studi filosofici Gerardo Marotta? L'avvocato napoletano sembra ancora una volta sospeso tra il disincanto di chi tante, troppe volte ha visto crollare le illusioni e l'ottimismo di chi non ha mai smesso ricostruire la speranza. Ma i presupposti per pronosticare un 2015 positivo sembrano esserci. «Probabilmente entro un mese - confida Marotta - dovrebbero essere disponibili i fondi per assicurare all'Istituto un po' di tranquillità». Sì, perché l'ottima volontà, la determinazione ferrea e tutte le altre virtù morali da sole non bastano per garantire il funzionamento di un'istituzione prestigiosa che da quarant'anni proietta Napoli al centro dell'universo culturale internazionale. Avvocato Marotta cosa metterà in campo l'Istituto nel 2015 e con quali risorse finanzierà le iniziative? «I progetti ci sono, proprio perché siamo intenzionati a onorare il quarantennale dell'Istituto. Le attività saranno ospitate nel palazzo Serra di Cassano. Svilupperemo ancora di più le scuole che Carlo Azeglio Ciampi prima da presidente del Consiglio e poi da presidente della Repubblica ha sostenuto in modo convinto e generoso. Quella importante stagione iniziò nel 1993». I fondi? «Siamo in attesa, ma nel frattempo, come le ho detto, abbiamo elaborato i programmi. Sono formidabili: i seminari che si svolgeranno saranno particolari. Non solo quelli che si terranno in sede. Ne organizzeremo in tante scuole del Mezzogiorno e, progressivamente, in tutta Italia. Poi riprenderemo la scuola di Heidelberg. Questi corsi sono seguiti con molto interesse dai giovani tedeschi dopo che in Germania lo studio della filosofia nelle scuole superiori è stato reso facoltativo. In Francia e Spagna si è fatto addirittura peggio, lo hanno addirittura eliminato. In Inghilterra, infine, non mai stato previsto. Proprio per sopperire a queste mancanze stiamo programmando di continuare le nostre lezioni al «Warburg Institute» di Londra o all'«Ècole pratique des hautes ètudes» in Francia». A proposito di Francia, cosa pensa dei tragici avvenimenti delle ultime ore? «In qualche modo rappresentano il prezzo della mortificazione della cultura umanistica». Per tornare all'anno in corso, quali nuove per la sua biblioteca? «Sono più tranquillo perché, a quanto pare, i lavori di risistemazione dei locali in piazza Santa Maria degli Angeli saranno appaltati a breve. Oltre al finanziamento di 680 mila euro, servito per l'acquisto dell'immobile, la Ue potrebbe mettere a disposizione altre risorse per i sistemi informatici e per i collegamenti con le università straniere. Ci sono, insomma, le premesse per una bella biblioteca». Chi provvederà a finanziare le attività dell'Istituto? «I Ministeri dei Beni culturali e dello Sviluppo hanno dato incarico di calcolare tutti i debiti. Questa iniziativa seguita anche dal senatore Sergio Zavoli ci dà grande fiducia. Come ho detto entro un mese dovrebbero esserci buone notizie». Non si prospetta un anno tanto nero, insomma? «Che dirle, mentre il mondo va a rotoli e la corruzione imperversa per me è già significativo che l'Istituto resti un baluardo di difesa della civiltà e del livello della cultura giovanile». L'importante è restare in campo. «Bravo, bravo. È proprio così».