Rimane fuori dal nuovo piano la cava che avrebbe messo in pericolo la fonte del santuario di Caravaggio. Alla luce della normativa ambientale ed ecologica i commissari ad acta della Regione Lombardia, che hanno redatto il nuovo piano dei siti estrattivi della Provincia di Bergamo, hanno bocciato l'osservazione presentata dai proprietari per reintrodurre l'escavazione dei 3 milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia a sud del tempio mariano. Tira un sospiro di sollievo anche Casirate. È stata respinta l'osservazione che chiedeva il reintegro del piano della Ate41, una cava da un milione di metri cubi da aprire al confine con il Bosco di pianura, la più grande area piantumata della pianura bergamasca. Contro quest'ipotesi si erano espressi, oltre al Comune, anche il Wwf e Legambiente. I commissari hanno ritenuto l'impatto ecologico troppo forte cassando il giacimento che era di proprietà della Locatelli, il gruppo in liquidazione dopo essere stato coinvolto nelle inchieste giudiziarie. Bocciato anche il ripristino dell'altra cava del gruppo Locatelli cancellata dal nuovo piano, quella di Grassobbio che prevedeva l'escavazione di 2 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia. Niente da fare nemmeno la cava di Telgate, che prevedeva l'estrazione di 2 milioni di metri cubi di ghiaia ma soprattutto aveva un futuro già programmato da discarica. La proprietà, Azienda verde srl, ha chiesto con un'osservazione il suo reinserimento nel piano. Una richiesta bocciata. È tornata a un volume estrattivo di 1,7 milioni di metri cubi invece la cava di Pontirolo che nella proposta di piano era stata sforbiciata di 650 mila metri cubi, ma i commissari hanno respinto la richiesta di allargare a nord il sito estrattivo.