Davvero stringe il cuore notare lo stato di abbandono in cui versa l'allungato e malridotto edificio immerso in quella che un tempo non lontanissimo era una foresta di pini marittimi. Si tratta della ex colonia Olivetti, costrutita nel 1938 dal Partito Nazionale Fascista: la struttura alle porte di Marinella è sempre stata destinata ad attività legate alla socialità, come colonia estiva per bambini, casa vacanze per i dipendenti della Olivetti, scuola media, scuola di floricoltura. I due progetti iniziali, riguardanti il lotto sul quale sorge oggi la ex colonia, vennero scartati per motivi di carattere tecnico. L'obiettivo era quello di fornire alla socialità un edificio di accoglienza per coloro che avevano necessità di cure e assistenza. Il progetto definitivo risale al 1937. Esattamente 78 anni fa. Nel periodo successivo alla sua chiusura, avvenuta a metà anni Ottanta, molti i progetti e le destinazioni d'uso relativi all'ex paradiso balneare dei più piccoli, tutti però finiti nel nulla. Nel 2012 l'idea della Regione Liguria, che voleva vendere lo stabile e far cassa prevedendo aumenti di cubatura: operazione non riuscita dato che alle diverse aste non si presentarono possibili acquirenti (il prezzo iniziale gravitata a oltre 4 milioni di euro). Poi iniziative diverse: una di queste è stata quella dello storico dell'arte e funzionario alla Soprintendenza per i Beni storici, srtistici ed etnoantropologici della Liguria Piero Donati, coadiuvato da Roberto Mazza, psicologo, Sandro Palumbo, insegnante, Silvia Minozzi, medico, e Gianfranco Damiano, architetto, figure molto vicine a diversi movimenti (Stop consumo territorio, Sarzana Che Botta), che hanno sempre avuto molta attenzione a queste problematiche. La proposta consisteva nel riconoscimento dello stabile come bene culturale comune, in quanto attualmente di proprietà della Regione Liguria.