«Fondamentale è il passaggio dall'economia materiale all'economia immateriale», spiega il banchiere Gianfranco Imperatori. Ma non eravamo qui per parlare dell'Accademia delle Belle Arti? «E certo. E' proprio questo il punto, il superamento dell'industria delle scarpe da parte dell'industria del sapere e della conoscenza. Tecnologia e cultura sono un grande motore di sviluppo. E' questa la partita dei prossimi anni. La valorizzazione di questi settori ci porterebbe tra l'altro a essere meno preoccupati dell'avanzata della Cina che cerca di farci le scarpe in tutti i sensi». Il professore è segretario generale di Civita, impegnata da 15 anni nell'organizzazione di eventi culturali in diverse realtà italiane. E nell'autunno scorso ha accettato di presiedere la gloriosa Accademia di via Ripetta che in passato ha dato un diploma a Mafai, Scipioni e Guttuso, una cattedra a Scialoia, Gentilini o Greco e che ora è bisognosa di cure in ogni senso: poche e inadeguate le aule, studenti in calo, progetti futuri in lista d'attesa. Una situazione da recuperare e che questa mattina verrà passata in esame, durante una conferenza, dal presidente e dal direttore, lo scenografo Gaetano Castelli. Perché ha preso quest'incarico? «Perché ci credo. Perché in Italia sulla cultura si gioca un futuro importante. E dalle Accademie possono venire fuori i protagonisti di questa ripresa. Non tutti i duemila studenti potranno diventare scultori di fama internazionale, ma ci sono decine di altre possibilità, basta vederle. Certo non mi sono messo alla presidenza di una fabbrica per disoccupati». Che sbocchi avranno i suoi artisti? «Ho avviato una serie di collaborazioni con le imprese. L'Ibm, per esempio. E poi aziende di design, decorazioni, gioiellerie. Ma penso anche a collaborazioni nel settore del turismo culturale o nelle amministrazioni. Ma mi spiega lei perché il sindaco di Tivoli, tanto per citarne uno, deve cavarsela da solo nella gestione di tre grandi monumenti storici come Villa Adriana, Gregoriana e D'Este? Il consulente artistico per i Comuni in Italia mi sembrerebbe fondamentale». Grandi idee in poco spazio... «Gli spazi arriveranno l'importante è aver chiari alcuni concetti. Il made in Italy è in crisi, giusto? Le nostre menti migliori scappano all'estero, o no? Ma i talenti stranieri, soprattutto nel campo dell'arte, vengono qui. L'education è il nuovo prodotto vincente. Bisogna procedere step by step». Bene, i prossimi passi? «Intanto è ripartita una collaborazione con il liceo artistico. Prima eravamo separati in casa, ora stiamo ricostruendo spazi comuni. Entro il 30 luglio verrà installata una grande cancellata per chiudere il giardino e costruire attorno alla balconata uno spazio d'incontro per gli studenti. E poi le aule, certo. A Roma è un'impresa utilizzare aule di altre scuole persino durante il pomeriggio quando sono vuote. Ma siamo vicini alla soluzione, il liceo ci verrà incontro in attesa della costruzione della cittadella dell'arte al Mattatoio. Ma anche lì, i lavori di ristrutturazione, almeno della parte che dovrebbe ospitare i nostri laboratori, sono già partiti. Questa è tra le più antiche accademie del mondo. Quando ho ricominciato a prendere contatti con quelle straniere mi hanno salutato dicendo: bene, siete tornati!». Collegamenti con Civita? «Civita ha 250 dipendenti. Abbiamo curato le mostre di Caravaggio, Canaletto, Velasquez. Perché no?». Collegamenti con Roma, col Comune? «Ho grande stima di Veltroni. Abbiamo fatto insieme tante cose e ne faremo altre. L'Accademia ha partecipato alla Notte bianca e all'Estate romana. Al momento è Roma la capitale dell'arte».
Artisti, anche un po' manager
Il professore Gianfranco Imperatori, segretario generale di Civita, parla dell'importanza di superare l'industria delle scarpe e dell'economia materiale per raggiungere l'economia immateriale e del sapere. Secondo lui, la tecnologia e la cultura sono i motori di sviluppo e possono aiutare l'Italia a ridurre la dipendenza dalla Cina. L'Accademia delle Belle Arti di Roma è in crisi e Imperatori ha accettato di presiederla per aiutarla a recuperare. Ha iniziato a collaborare con le imprese e ha avviato una serie di progetti per valorizzare la cultura e l'arte italiana.
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