Il rudere, oggi recintato, si erge solitario nella campagna di Pachino Il rudere della medievale Torre Xibini si erge solitario nella campagna di Pachino. La Torre fu ... Un monumento dimenticato. Il rudere della medievale Torre Xibini si erge solitario nella campagna pachinese, terra di eccellenza del pomodoro. Ciò che resta del prestigio personale del barone netino Antonino Xurtino, rappresenta il simbolo di Pachino, tanto da campeggiare nello stemma araldico della città. La torre fu seriamente danneggiata dal terribile terremoto del 1693 e da allora, forse, mai più rimessa in sesto. Il disegno più antico della torre Scibini risale al 1780 ed è opera del sacerdote Antonino Maria Tedeschi. Nell'agosto del 1987 la SOPRINTENDENZA di Siracusa propose al sindaco di Pachino di acquisire la torre al demanio comunale, in modo da poter procedere a tempestivi interventi di restauro. Il Comune divenne proprietario della torre nel 1992. Recentemente il sito, dopo decenni di abbandono, che solo i volontari di Legambiente negli ultimi anni, avevano tenuto in ordine, è stato oggetto di riqualificazione con la realizzazione di una recinzione in legno, ma ancora continua ad essere coperta agli occhi dei visitatori. Dal racconto dello storico locale Antonello Capodicasa, si capisce la storia ignorata di questo esempio di architettura militare medievale: «La torre Scibini, nei pressi di Pachino, - spiega - fu eretta nel 1494 dal barone Antonino Xurtino o Sortino, signore dei feudi Scibini, Bimmisca e Belludia. Il barone Antonino apparteneva a una illustre e nobile casata stabilitasi a Noto alla fine del XIV secolo, sotto il Re Martino il Giovane. Il privilegio di investitura del feudo Scibini e degli altri feudi fu concesso ad Antonino il 10 luglio 1492 dal vicerè Ferdinando de Acugna, in nome di Ferdinando II detto il Cattolico, re di Aragona e di Sicilia. Antonino Xortino fece costruire la torre per suo prestigio personale e per difendere le sue terre e i raccolti dalle razzie dei pirati barbareschi. Quel che rimane oggi della torre sono il basamento a scarpa, a pianta quadrata con volta a botte, e il lato orientale delle mura del piano superiore. Nel 1994 la torre è stata oggetto di un intervento di consolidamento e restauro conservativo ad opera della SOPRINTENDENZA di Siracusa. Il rudere oggi raggiunge l'altezza di circa dieci metri mentre i lati della base misurano ciascuno 10,30 metri. Sul prospetto orientale si osservano ancora una lapide con iscrizione in lingua latina. Lo stemma è quello della famiglia Sortino, delimitato da un'elegante cornice in rilievo a forma romboidale. All'interno della cornice si riconosce ancora l'insegna della casata, costituita da uno scudo con tre barre oblique. Nella parte superiore lo stemma è stato rovinato dai processi erosivi. I documenti antichi testimoniano che vicino alla torre si trovavano delle stalle, un magazzino per il deposito del grano e di altre derrate agricole, un pozzo e dei piccoli caseggiati ad uso dei contadini che lavoravano nel feudo. Quel che è certo è che la torre non fu mai presidiata da una guarnigione militare né tantomeno fu utilizzata come punto d'avvistamento e segnalazione. In essa, infatti, si teneva solamente un custode per la sorveglianza del luogo e per i lavori di manutenzione. Ne è la prova un atto notarile dell'ottobre 1547 con cui il gabelloto che aveva in affitto il feudo Scibini assoldava come guardiano della torre un certo mastro Santoro Carnemolla di Noto. Nel 1563 la nobildonna Ippolita Sortino, che aveva ereditato dal padre Vincenzo (nipote del barone Antonino) il feudo Scibini e la relativa baronia, andò in sposa al barone Giovan Francesco Starrabba, originario della città di Piazza (oggi Piazza Armerina). Da quel momento in poi il feudo Scibini e la torre omonima diventarono proprietà della famiglia Starrabba. Nel marzo del 1588 fu dato incarico ad alcuni mastri muratori di costruire le mura che ancora oggi circondano la torre. Il contratto fu stipulato a Noto nello studio del notaio Giantommaso». Carmen Orvieto Salvatore Maino 07012015
SICILIA - L'oblio sulla Torre Xibini
La torre Scibini, costruita nel 1494 dal barone Antonino Xurtino, si erge solitaria nella campagna di Pachino. La torre fu danneggiata dal terremoto del 1693 e mai più rimessa in sesto. Il disegno più antico della torre risale al 1780. Nel 1987 la SOPRINTENDENZA di Siracusa propose al sindaco di Pachino di acquisire la torre al demanio comunale. Il Comune divenne proprietario della torre nel 1992. Recentemente, il sito è stato oggetto di riqualificazione con la realizzazione di una recinzione in legno. La torre è coperta e non è ancora accessibile ai visitatori.
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