La beffa del mercato ittico, costruito e rimasto inutilizzato Viabilità, aree riqualificate, banchine più sicure e parcheggi PORTO TORRES. Il mercato ittico è il simbolo delle cose che non vanno. O di come la programmazione parte e poi si ferma per anni senza riuscire a trovare via d'uscita. Costruito a pezzi in un arco di tempo che sfiora i vent'anni (dal momento della progettazione) è ancora lì senza una destinazione specifica. Di fatto è l'ennesima incompiuta in una città che, purtroppo, comincia ad averne troppe, anche se alcune corrette in corsa con il cambio di destinazione d'uso. Comunque, l'opera che sorge a due passi dalla stazione della Sanità marittima, di mercato ittico ha solo il nome. Mai entrato in funzione, ha drenato denari pubblici almeno due volte superiori a quelli di strutture che da altre parti sono pienamente operative. E per metterlo in funzione ci vorranno ancora almeno un milione e 200mila euro. L'opera ricade in area demaniale, quindi l'Autorità portuale dovrebbe acquisirla e destinarla a scopi utili, si spera direttamente collegati all'economia del mare. L'idea sarebbe quella di creare - al piano superiore - gli uffici dell'Authority, mentre al piano terra le organizzazioni di categoria da tempo sollecitano la definizione di spazi a disposizione della pesca. Quindi magazzini e laboratori, ma anche punti vendita dove valorizzare anche gli aspetti commerciali di una professione che fa sempre più fatica a creare reddito. Le condizioni ci sono, e questo è il momento - con uno schieramento comune di tutte le rappresentanze interessate - per concretizzare l'iniziativa senza ulteriori perdite di tempo. Poco più avanti, proprio davanti alla stazione marittima, dove oggi si ergono i pilastri gialli di un cantiere stratificato negli anni, il terminal crocieristico sembra finalmente avviato verso la conclusione dei lavori. Il completamento della gradinata di accesso, realizzata in passato per consentire la fruizione dei ritrovamenti archeologici, individuati in un sottostante spazio ipogeo, rientra tra gli interventi ormai definiti e che guardano anche all'attuazione della interconnessione viaria tra le banchine di Ponente e il porto civico. Per quanto riguarda la viabilità interna dello scalo marittimo, il piano approvato dal Comune, dall'Autorità portuale e della Capitaneria prevede la realizzazione delle rotatorie nelle zone della banchina della Teleferica, in quella Segni-Dogana e in prossimità della Renaredda. Le prime due sono già state costruite dall'Authority, mentre la terza e di competenza comunale (quindi servono finanziamenti regionali per pronta cantierabilità). Nella banchina degli Alti fondali, il comitato tecnico del Ministero ha già approvato - a maggio 2014 - il progetto di ristrutturazione da 3milioni di euro. Per la darsena pescherecci, l'attività è prevista in due lotti: un primo stralcio da 2,5 milioni di euro già aggiudicato all'impresa «Somit srl» di Chioggia, con una diga-protezione da realizzare dietro il mercato ittico; mentre il secondo - da 3,5 milioni - già finanziato include anche i restanti 100 metri della diga. (g.b.)
SARDEGNA - Le grandi incompiute e le nuove opere per una crescita vera
Il mercato ittico di Porto Torres, costruito e rimasto inutilizzato per oltre vent'anni, è ancora lì senza una destinazione specifica. Ha drenato denari pubblici almeno due volte superiori a quelle di strutture operative. Per metterlo in funzione ci vorranno altri 1,2 milioni di euro. L'opera ricade in area demaniale e l'Autorità portuale dovrebbe acquisirla e destinarsela a scopi utili, come gli uffici dell'Authority e spazi per le organizzazioni di categoria.
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