CABRAS I numeri non dovrebbero tradire. Mai. Eppure, anche le statistiche più precise possono cambiare significato a seconda del punto, e dal modo, in cui vengono osservate. Le ultime dichiarazioni del sindaco, Cristiano Carrus, e dell'assessore alla cultura, Fenisia Erdas, ad esempio, hanno generato più di un dubbio. L'argomento è sempre il solito: Mont'e Prama. Questa volta, però, i due rappresentanti della giunta hanno affrontato la questione dal punto di vista delle presenze registrate nelle aree archeologiche. «126mila presenze, un successo», hanno detto due amministratori. Effettivamente, sembra che le cifre diano ragione a Carrus e Erdas e che le 126mila visite equivalgano a un boom di presenze. Sino a qualche anno fa, però, il solo sito archeologico di Tharros contava circa 120mila visite all'anno. Poi, l'arrivo della crisi economica e il crollo dei visitatori provenienti dallo Stivale, aveva assestato il numero delle presenze intorno alle 80mila. Una posizione che aveva garantito a Tharros il secondo posto nella graduatoria stilata dal Mibact dei siti più visitati della Sardegna. Il passato, però, è alla spalle e il presente racconta, secondo gli amministratori lagunari, una breve ma intensa cavalcata trionfale. Tuttavia, considerato che i biglietti venduti dalla cooperativa che gestisce Tharros e il museo Civico, spesso, sono abbinati, forse il numero delle presenze dovrebbe essere rivisto. In altre parole, chi acquista il tagliando per entrare a Tharros spesso prende anche quello per il museo, a prezzo scontato. Dunque, in alcuni casi, un solo visitatore potrebbe far registrare due presenze: una a Tharros e l'altra al museo. Proprio come potrebbero aver fatto i 20mila turisti che hanno visitato la torre spagnola di San Giovanni e che molto spesso partono dalla vicina Tharros. (c.z.)