CABRAS Forti del successo mediatico ottenuto sul web e sui media tradizionali grazie al presidio 24 ore su 24 degli scavi di Mont'e Prama cominciato alla vigilia di Natale e concluso ieri in vista della ripresa degli scavi annunciata per oggi, quelli dell'associazione Nurnet provano a raccogliere i frutti della loro iniziativa. Lo hanno fatto ieri mattina proprio a Mont'e Prama lanciando un appello a tutti i sardi «a ri-conoscersi come sardi, a ri-conoscersi come minoranza a cui è stata negata la storia». Così recita uno dei passaggi chiave del "manifesto del 6 gennaio" presentato dal portavoce dell'associazione Antonello Gregorini davanti a un centinaio di simpatizzanti arrivati da ogni angolo della Sardegna a manifestare la loro solidarietà agli attivisti del presidio che ha garantito la vigilanza del cantiere archeologico durante le feste di fine anno. Il manifesto del 6 gennaio lancia due proposte. La prima è di carattere generale e riguarda l'insegnamento della storia e della lingua sarda nelle scuole, perché i bambini di oggi non facciano da grandi gli errori dei loro padri «che hanno arato le pietre antiche per fare pascoli o le hanno macinate per farne ghiaia». La seconda riguarda direttamente il futuro di Mont'e Prama. «I Giganti sono un patrimonio di tutti i sardi, sarebbe folle non valorizzare questo tesoro». (fgp)