PER i tre "supermusei" della città e le Soprintendenze di Roma e del Lazio scatta l'ora del cambio al vertice. La Galleria Borghese, la Galleria nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea e le Gallerie nazionali d'Arte Antica sono fra i 20 musei autonomi d'Italia per cui verrà selezionato un nuovo direttore attraverso il bando di selezione pubblica internazionale da ieri sul sito del ministero ai Beni culturali, e oggi pubblicato anche sull'Economist. Un concorso aperto a figure dalla "comprovata qualificazione professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali", chiamate a gestire i "supermusei" dotati di autonomia contabile, amministrativa e gestionale e a curarne in particolare la valorizzazione (che con la riforma si separa dalla tutela, ambito delle Soprintendenze). I "superdirettori" resteranno in carica 4 anni e avranno uno stipendio corrispondente a quello di direttori di I e II fascia della Pa, cioè 145 mila euro lordi l'anno per i musei considerati uffici di livello dirigenziale generale (come la Galleria Borghese e la Gnam) a cui si aggiunge una eventuale "retribuzione di risultato" (fino a un massimo di 40 mila euro), e 78 mila euro lordi l'anno, più eventuale retribuzione di risultato per un massimo di 15 mila, per gli altri, come la Galleria di Arte Antica. La scadenza per la presentazione delle domande è il 15 febbraio. E «a partire dal 1 giugno» ha annunciato il ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini, i direttori, selezionati con l'aiuto di una commissione di 5 esperti da nominare, prenderanno servizio. Fra gli attuali direttori di questi "musei speciali", c'è chi è intenzionato a candidarsi per la "propria" galleria, come Anna Coliva, alla guida della Borghese («se non ci sono clausole ostative, presenterò domanda»). E c'è chi, invece, rinuncerà, come l'attuale direttrice della Gnam, Maria Vittoria Marini Clarelli: «Se il museo dovrà sostenersi per lo più con risorse proprie la gestione diventerà difficile. E mi riconosco più nel ruolo che avranno le Soprintendenze, per cui forse parteciperò all'interpello, che in quello ora manageriale del direttore di museo». Escluso dai "supermusei" il Colosseo che, con il Museo nazionale romano e l'area archeologica centrale, continuerà a dipendere dalla Soprintendenza speciale di Roma. Ma, anche per questa (come per le altre Soprintendenze già da oggi), presto scatterà un interpello per un direttore di prima fascia. A cui dovrebbe partecipare anche l'attuale Soprintendente, Mariarosaria Barbera. Ma non è escluso che il prossimo dirigente possa essere esterno al Ministero, almeno in questo caso. Per le altre Soprintendenze (l'Archeologica del Lazio e quella alle Belle arti e al Paesaggio, visto che quella dell'Etruria Meridionale è stata soppressa), così come per il segretario regionale e per il direttore del Polo museale del Lazio (competente su 45 siti della Regione, da Castel Sant'Angelo a Villa Adriana) già oggi scatterà l'interpello interno: ci saranno 10 giorni per presentare domanda e già dal 1 febbraio i nuovi titolari dovrebbero essere in carica.