Lettera-petizione a Franceschini. E oggi il progetto dell'alta velocità va in commissione VICENZA. Una lettera-petizione al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini perché «impedisca la distruzione del paesaggio palladiano di Vicenza»: è quella che è stata spedita con i calce le prime 25 firme di professori ed esperti internazionali e che segue al monito dell'Unesco. La missiva è stata diffusa proprio alla vigilia delle ultime due riunioni della commissione Territorio che oggi e domani discuterà di Tav. Il progetto andrà poi in consiglio comunale. VICENZA. Dopo l'intervento dell'Unesco, le critiche e la presa di posizione dei geologi contro una parte del progetto della Tav a Vicenza, ora arriva la petizione «salva-ville» diretta al ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini. Un documento che reca un messaggio chiaro («Impedisca la distruzione del paesaggio palladiano di Vicenza»), porta la firma di 25 professori ed esperti internazionali (i nomi nelle due schede, ndr) e che è stato proposto dall'esponente dell'osservatorio urbano-territoriale di Vicenza, Francesca Leder. L'attivista vicentina non è nuova a lettere e prese di posizione sul tema della Tav. È stata lei, nei giorni scorsi, a sollecitare l'intervento dell'Unesco sulla previsione del tunnel idraulico-viabilistico collegato al progetto della Tav, che ha portato alla lettera con la quale l'ufficio Unesco del Mibac ha chiesto al Comune «informazioni sui lavori che possono incidere sull'eccezionale valore universale del bene protetto». Ora, ecco la petizione inviata nei giorni scorsi al ministro Franceschini sullo stesso tema: lo studio di fattibilità per il passaggio dell'Alta velocità ferroviaria a Vicenza redatto da Rfi (Rete ferroviaria italiana). Secondo le previsioni inserite in quel documento, del valore di 2,4 miliardi di euro, per far transitare - e fermare - i treni dell'alta velocità-alta capacità in suolo berico occorre il raddoppio dei binari su tutta la linea Montebello-Grisignano, due nuove stazioni in città (in zona Fiera e al nuovo tribunale), l'interramento della linea storica ai Ferrovieri e le «opere complementari» come un filobus e un tunnel scolmatore sotto Monte Berico. Ed è proprio quest'ultima infrastruttura, da giorni, al centro delle polemiche: prima con la levata di scudi dei proprietari di villa Valmarana ai Nani - posta sopra al futuro sbocco del tunnel - preoccupati per la stabilità della villa, e poi con l'intervento dell'Unesco. Ora, le critiche al tunnel finiscono sul tavolo di Franceschini: «È l'opera più dannosa dell'intero progetto - recita il testo della petizione - in grado di distruggere, in modo definitivo, quel brano di paesaggio culturale miracolosamente salvatosi, giunto a noi ancora leggibile e ammirabile, che comprende le ville palladiane e il loro intorno, caratterizzato dal dolce degradare della collina verso il fiume Bacchiglione». I firmatari chiedono al ministro di intervenire con «la sospensione dell'intero progetto in seguito alla violazione degli accordi presi con la Convenzione internazionale dell'Unesco» e di «nominare una commissione internazionale di esperti per la valutazione di impatto sul bene culturale». Il tutto «con estrema urgenza», dettata dal fatto che già la prossima settimana, nei giorni di lunedì e martedì, è previsto il voto in consiglio comunale sullo studio di fattibilità. Prima di quell'appuntamento, però, la tabella di marcia disegnata a Palazzo Trissino porterà alla riunione delle due ultime sedute di commissione Territorio, previste oggi e domani. «Ascolteremo i consiglieri che avranno osservazioni da fare - afferma il presidente di commissione, Eugenio Capitanio (Partito democratico) - e poi voteremo il parere della commissione. Il tunnel è forse il punto più delicato dell'intero progetto, ma abbiamo sottolineato ai tecnici di Rfi che non si potrà danneggiare in alcun modo un gioiello di Vicenza come quello di villa Valmarana ai Nani». Intanto, dai consiglieri di opposizione arrivano le «undici domande sulla Tav» poste dalla capogruppo dell'omonimo gruppo, Valentina Dovigo (che rappresenta anche Sel), e dal consigliere del M5S Daniele Ferrarin: tra queste, la richiesta di spiegare «il motivo per cui non è possibile realizzare il progetto a stralci», «perché non è stata presa in considerazione una consultazione pubblica» e «perché non è prevista la gara d'appalto ma l'affidamento diretto». Infine, una lista di osservazioni allo studio di fattibilità presentato dal Comune sono arrivate anche dal capogruppo Ncd in Consiglio, Lucio Zoppello: si chiedono «previsioni puntuali per consentire a titolari di immobili destinati alla demolizione di poter ricostruire, anche in zona agricola» e «indennizzi adeguati per le aziende che non potranno più continuare l'attività a causa della nuova infrastruttura».
Vicenza. Ministro, salvi le ville dal tunnel Tav
Riassunto in 200 parole:
Una petizione firmata da 25 professori ed esperti internazionali è stata inviata al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per impedire la distruzione del paesaggio palladiano di Vicenza. La petizione segue al monito dell'Unesco e richiede la sospensione del progetto della Tav a Vicenza. Il progetto prevede la costruzione di un tunnel idraulico-viabilistico che potrebbe danneggiare il paesaggio culturale della città. La petizione chiede al ministro di intervenire con la nomina di una commissione internazionale di esperti per valutare l'impatto sul bene culturale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo