«Rilancio del territorio intorno agli Scavi». Caldoro: investano i privati Napoli. Con Pompei deve rinascere anche l'area circostante. Basta con il degrado, con le strutture di accoglienza ridotte a zero, con i servizi risicati per i quasi tre milioni di visitatori che ogni anno affollano le strade della città sepolta dal Vesuvio duemila anni fa. «Abbiamo parlato oggi non del sito archeologico ma dell'area circostante», ha spiegato il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, lasciando la riunione che si è tenuta ieri all'interno degli Scavi, nel corso della quale si è insediato il comitato di gestione previsto dal decreto istitutivo del Grande Progetto Pompei. Il ministro ha evidenziato l'importanza della norma di legge che consente di guardare «all'attrattore culturale anche in tema di rilancio del territorio». Per questo, nel corso della riunione, si è parlato anche di nuovi servizi e strutture. «Tutto ciò si potrà realizzare - ha evidenziato il ministro - con la collaborazione di Comuni, Regione e Stato». Alla riunione di ieri, infatti, oltre ai sindaci dei Comuni interessati, ha preso parte anche il presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, e l'assessore al Turismo, Pasquale Sommese. E' stata l'occasione per insediare ufficialmente il Comitato di gestione previsto dal decreto istitutivo del Grande progetto Pompei del 2013. Il suo compito è quello dell'approvazione del piano strategico per il rilancio della «buffer zone» afferenti i siti Unesco di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Insomma un piano per rilanciare non solo le aree archeologiche ma anche quelle circostanti. I comuni coinvolti sono appunto quelli di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia e Portici. Una prima verifica dell'attività del Comitato dovrebbe avvenire entro 40 giorni. Il piano, secondo quanto si apprende, è articolato su quattro linee strategiche che prevedono il miglioramento delle vie di accesso, il recupero dei paesaggi degradati e compromessi, la promozione di erogazioni liberali e sponsorizzazioni e forme di partenariato pubblico-privato con il coinvolgimento di organizzazioni no profit nella valorizzazione del patrimonio culturale. Al suo arrivo agli Scavi di Pompei il ministro Franceschini non ha voluto commentare quanto accaduto nei giorni scorsi, ovvero della chiusura dei siti archeologici a Natale. «Lo sapete cosa ho detto», ha detto il ministro.. Una chiusura che venne presa in accordo con i sindacati. Ma sia il 25 dicembre che a Capodanno oltre tremila persone rimasero bloccate davanti ai cancelli chiusi. Soddisfatto dell'accordo che porterà milioni di euro di finanziamenti per la Buffer zone anche il governatore Stefano Caldoro. «Credo che debba finire - ha detto - la polemica sul rischio di perdere i fondi per l'intra moenia. Premesso che bisogna spenderli tutti, ed è stata una mia raccomandazione ai soggetti attuatori affinché si faccia presto, è evidente che si tratta di risorse per il Grande progetto che ora rientra nella fase ponte». A giudizio del governatore si tratta di risorse che «possono essere spalmate nel corso degli anni tra la prima e la seconda programmazione dei fondi comunitari». Poi ha sottolineato che per la realizzazione delle strutture a servizio degli attrattori culturali «la vera scommessa è il coinvolgimento dei privati». Ma a giudizio di Caldoro i privati chiedono «certezze sui tempi e chiarezza sugli investimenti». Caldoro ha inoltre evidenziato che gli strumenti legislativi «già ci sono per velocizzare e coordinare gli investimenti» ma si potrebbe prendere «ad esempio il modello previsto dal decreto Bagnoli».