Del Corno: riconosciuto il giusto prestigio, arriveranno figure di alto livello Un bando internazionale per scegliere il direttore di Brera. La riforma del ministro Dario Franceschini porta con sé grandi novità anche per la Pinacoteca milanese, che sempre di più diventerà un museo di statura internazionale. Il ministero l'ha inserita tra i venti musei italiani che grazie all'autonomia potranno sognare in grande e diventare centri di produzione e di redistribuzione delle conoscenze riconosciuti in tutto il mondo. La decisione del ministro di inserire Brera tra i gioielli d'Italia è suffragata anche dai numeri: nel 2013 è stata il ventesimo sito statale italiano più frequentato, con 249.579 visitatori e un introito lordo di 826.800 euro. Ma non sono i biglietti staccati all'ingresso l'orgoglio del ministero per i Beni Culturali. Brera, al pari dell'Accademia di Venezia e di altri poli espositivi dell'elenco dei venti, non ha nulla da invidiare a realtà internazionali apparentemente più blasonate, dalla National Gallery al Victoria and Albert Museum di Londra. Il bando internazionale, che dovrebbe arrivare a breve, ha proprio l'obiettivo di alzare il livello di competizione per la direzione, attirando candidati provenienti dai grandi musei stranieri, storici dell'arte o esperti di fama mondiale. In tutto il mondo i sovrintendenti delle grandi istituzioni artistiche e culturali si scelgono così e ora l'Italia si mette al passo e valorizza le sue eccellenze. Il «segnale di attenzione» a Milano non è sfuggito all'assessore alla Cultura, Filippo Del Corno. «Questa operazione commenta riconosce a Brera il suo giusto prestigio e alla città la possibilità di essere identificata sempre più come capitale della cultura. Il bando richiamerà certamente figure di altissimo livello e l'ingresso di Brera nel novero dei grandissimi musei internazionali, tra i quali ha tutti i titoli di figurare per le sue collezioni, non può che recare vantaggi a Milano». Ma l'assessore riconosce i meriti della riforma «nel suo complesso» e sottolinea che «non è una grande figura che risolve tutti i problemi, se poi non c'è un disegno di trasformazione più generale dei musei». Il bando internazionale non è la sola novità in vista per Brera. È ormai prossimo l'accorpamento con la Biblioteca Nazionale Braidense, che esce «declassata» dalla riorganizzazione, privata per effetto della spending review della dirigenza e messa sotto la tutela della Pinacoteca. Oggi una porticina divide la Pinacoteca dalla Braidense; domani le collezioni di Brera e i libri (oltre un milione e mezzo di volumi frutto di fondi e donazioni) saranno un solo polo di attrazione culturale con un unico vertice. La riforma Franceschini ha tuttavia altri effetti, che avranno ripercussioni anche sulle sovrintendenze della Lombardia (come l'abolizione delle direzioni regionali). Per cominciare, è stata creata una Direzione generale Educazione e Ricerca, affidata a Caterina Bon Valsassina, catapultata a Roma dopo 4 anni alla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia. Regista del progetto della Grande Brera con l'operazione di Palazzo Citterio, si deve a lei dopo decenni di immobilismo lo sblocco del progetto di riqualificazione dell'edificio. Le funzioni «ex milanesi» di Caterina Bon Valsassina sono ora nelle mani di Alberto Artioli, sovrintendente per i Beni architettonici. Frutto delle riforma, infine, una serie di accorpamenti: il nuovo polo museale della Lombardia ingloberà il Cenacolo.
Brera, via al bando internazionale per la scelta del nuovo direttore
Il ministro Dario Franceschini ha inserito Brera tra i venti musei italiani più importanti, grazie all'autonomia che gli consente di sognare in grande e diventare un centro di produzione e di redistribuzione delle conoscenze riconosciute in tutto il mondo. Brera è già un sito statale italiano molto frequentato, con 249.579 visitatori nel 2013 e un introito lordo di 826.800 euro. Il ministero ha lanciato un bando internazionale per scegliere il nuovo direttore, che attirerà candidati provenienti dai grandi musei stranieri e storici dell'arte. La riforma Franceschini ha anche portato l'accorpamento della Pinacoteca con la Biblioteca Nazionale Braidense, che esce declassata dalla riorganizzazione.
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