Egregio direttore, in dicembre ho letto sul Corriere del Trentino un articolo riportante alcune dichiarazioni rilasciate da monsignor Bregantini: «Un politico corrotto è più eversivo di un antipolitico onesto. Corruzione e antipolitica, alla fine, sono il medesimo risultato triste di un fenomeno di mancanza di etica all'interno della politica. Credo che occorrano molte mani: ecco il punto nodale. Dobbiamo fare un'economia dove le decisioni non siano prese da pochi in stanze oscure, ma siano trasparenti, ci siano organi di controllo, ci sia la partecipazione della base. È il buio che crea la corruzione o l'antipolitica». Successivamente, sempre sul Corriere del Trentino , ho letto l'intervista a Ilaria Vescovi, presidente del Mart. Non mi sembra che spieghi nulla su quale museo desidera e con quale criterio sceglieranno il direttore. Ma perché non pubblicano tutti i nomi di chi ha inviato un curriculum in modo poi di permetterci di giudicare la loro scelta? Illuminiamo le stanze oscure e scacciamo il buio dal Mart. Giancarlo Cappelletti, giancappellettilibero.it Caro Cappelletti, in effetti sarebbe stata auspicabile maggior trasparenza riguardo la scelta di non rinnovare il contratto a Cristiana Collu. Come si è visto, la direttrice che ha raccolto la difficile eredità di Gabriella Belli (con in più il fardello di un consistente taglio delle risorse), ha ricevuto molti apprezzamenti da intellettuali, cittadini vari, insegnanti (prezioso il suo rapporto con la scuola), professionisti (in particolare dal presidente dell'Ordine degli architetti, Alberto Winterle: «L'arte e la cultura ha detto nell'intervista da noi pubblicata il 30 dicembre non possono essere appiattite, tradotte in semplici numeri»). Ribadisco, nessuno è insostituibile. Ma nel momento in cui si revoca la fiducia al responsabile di una realtà pubblica (perché ciò è quanto avvenuto), occorre spiegarne le motivazioni. È mancato il feeling con il nuovo consiglio di amministrazione? Si temeva che la direttrice potesse essere un ostacolo nell'ipotesi che la riorganizzazione della governance dei musei portasse a un unico cda? Non piaceva la linea culturale portata avanti nel triennio? Vallo a sapere... Parallelamente, al di là delle formule retoriche sul Mart a vocazione internazionale, sarebbe importante conoscere quali indicazioni si vogliono dare al futuro direttore. Sui candidati, però, è giusto mantenere la massima riservatezza. Molti, ne sono sicuro, guidano strutture di prestigio e si troverebbero in grande imbarazzo qualora fosse noto che cercano un'alternativa. Ancor di più lo sarebbero qualora venissero scartati. La scelta del nuovo direttore è giustamente discrezionale: una volta fatta, tuttavia, il consiglio dovrà spiegarne con chiarezza le ragioni. Insistere nell'ambiguità non gioverebbe soprattutto a chi riceverà il testimone da Cristiana Collu.