18 maggio Dichiarazione di Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza sulla conferenza di Legambiente contro Italia Nostra Trovo francamente grave che Legambiente convochi una conferenza stampa (domani alle 11,30' presso la propria sede) allo scopo di polemizzare con una associazione come "Italia Nostra" i cui meriti nel cinquantennio trascorso sono indubbiamente grandi. Iniziativa grave sul piano del metodo e dei principi. Tanto più che essa viene corredata da un Libro Bianco sulla materia. Evidentemente per proporsi come l'ambientalismo "buono e ragionevole", da premiare. I motivi di questa polemica contro "Italia Nostra"? Le critiche da essa rivolte alla Linea C del Metro di Roma, all'energia eolica, al progetto dell'Ara Pacis, nonché il ricorso amministrativo contro l'Auditorium a Ravello. Nell'invito si cita genericamente pure "Urbino" fra i motivi di aperto e polemico dissenso. Poiché di Urbino mi sono occupato ripetutamente, anche quando ero colà consigliere comunale e parlamentare, dirò questo : 1) se si tratta del vincolo apposto dal soprintendente Scoppola sull'intero centro storico minacciato di piano del colore e di altre "mostruose sciocchezze" (come scrisse Le Goff), mi pare che la misura fosse del tutto ragionevole per una tutela attenta e rigorosa di quella mirabile città ; 2) se si tratta del manufatto in costruzione sotto i Torricini, alla Data, firmato da Giancarlo De Carlo, le prime foto mostrano una copertura non meno "mostruosa" che diverrà presto una discarica. Sono stati già esauriti, fra l'altro, i 12 miliardi di lire stanziati anni fa e non si sa quando arriveranno i denari per completarlo, né ancora si conosce e questo è inaudito quale uso si farà del costoso "gioiello"! 3) se infine si tratta del nuovo magazzino della fabbrica di armi Benelli, esso impatta pesantemente col paesaggio sotto i Torricini e costituisce un altro attentato a quel Patrimonio dell'Umanità. Mi sembra che in ogni caso Legambiente caschi malissimo. Per l'energia eolica siamo tutti, credo, assai perplessi. Decisamente contrari se le grandi pale deturperanno paesaggi di straordinaria bellezza, in Umbria (ne sono previste circa 300) o in Abruzzo. L'Italia non ha deserti, né coste ventose e spoglie. Sulla Linea C il problema delle uscite allo scoperto si pone, indubitabilmente : dove si farà, per esempio, la prevista Stazione Chiesa Nuova ? Su quel sagrato? Infine, Ravello : su quella costiera si è costruito ben più di quanto fosse sopportabile. Non un metro cubo in più mi sembra tollerabile. Oltretutto, mentre sta morendo il Teatro San Carlo, sembra per lo meno strano investire lì milioni e milioni di euro. Legambiente dovrebbe forse preoccuparsi dei propri numerosi e imbarazzanti "sì" o "ni" : per esempio, al ministro Matteoli, la cui tempra è convalidata dalla lista recentemente pubblicata da Gian Antonio Stella sul "Corriere della Sera" dei presidenti dei Parchi Nazionali nominati da quel campione di buongoverno : tutti di AN, tutti politici senza titoli in materia. Che vergogna. Vittorio Emiliani 19 maggio Lettera del Presidente dell'Associazione Bianchi Bandinelli Alla Presidente Desideria Pasolini dall'Onda e a tutti gli iscritti di Italia Nostra. Vi esprimo la piena solidarietà mia e dell' Associazione Bianchi Bandinelli e non capisco perché la Legambiente trasformi quello che può essere un tema di discussione in un attacco a un'Associazione che , come Italia Nostra , è da cinquant'anni all'avanguardia della campagna per la difesa del patrimonio e ambientale italiano. Ancora più inspiegabile è che persino un caso come la lotta pluridecennale che Italia Nostra ha condotto per salvare l'integrità di un centro storico di valore mondiale come Urbino diventi oggetto di contestazione e di critica. Per questo sono con voi e vi auguro buon lavoro, contro tutti gli atti che dividono lo schieramento di coloro che hanno a cuore la tutele dei beni culturali e dell'ambiente. Un saluto affettuoso Giuseppe Chiarante Presidente Associazione Bianchi Bandinelli 20 maggio Comunicato di Nicola Giudice (Centro di Azione Giuridica, Palermo), Corrado V. Giuliano (Comitato Parchi, Siracusa), Giuseppe Palermo (Associazione per la Difesa delle Coste, Siracusa) L'attacco violento e immotivato che, nel corso di una conferenza stampa appositamente convocata, alcuni dirigenti nazionali di Legambiente hanno ritenuto di rivolgere ad "Italia Nostra" lascia sconcertati. Esso ha luogo proprio quando l'ambiente e il patrimonio storico artistico nazionale sono soggetti ad un'aggressione senza precedenti, e le già scarse forze di chi intende resistervi dovrebbero ricercare la massima coesione. Niente di peggio, in questi frangenti, che una divisione, per giunta artificiosa e ricercata, fra ambientalisti autodefinitisi ragionevoli, e cosiddetti "conservazionisti": proprio quella che i nostri avversari si sforzano di promuovere e di accreditare con ogni mezzo. Chi, fra mille difficoltà, opera sul territorio, sa che le cose non stanno affatto così e che la distinzione, il più delle volte, è, semmai, fra chi è disposto a pagare di persona e chi non può, o non vuole, rinunciare ai tanti vantaggi legati alla vicinanza con i potenti di turno. Ormai da decine d'anni, volta a volta, ci siamo trovati insieme ad amici di Legambiente, di Italia Nostra, del WWF, della Lipu, dell'Ente Fauna, e, in tempi diversi, abbiamo anche fatto parte di alcune di queste associazioni. Se differenze di opinioni ci sono state (ma l'urgenza dei problemi il più delle volte non consentiva questo lusso!) le abbiamo sempre risolte discutendo fra di noi. Respingiamo con forza, perciò, il metodo degli attacchi e delle scomuniche. Se poi si cerca di esaminare nel merito le ragioni che all'improvviso, dopo decenni di collaborazione, hanno mosso quei dirigenti di Legambiente ad una presa di posizioni così dura, esse appaiono incomprensibili. Il caso dell'auditorium di Ravello (un'opera che, a dispetto della legge, si vuol far costruire laddove non è permesso, creando così un insuperabile precedente!), al contrario di quanto si sostiene, documenta, ahimè, solo la rozzezza giuridica di chi ha sposato quella causa (ampia documentazione sulla vicenda nel sito www.eddyburg.it). Il progetto di metropolitana leggera e scoperta per la linea C di Roma (come a Torino e adesso, a quanto pare, anche a Bologna), sostenuto da "Italia Nostra", ha diverse ragioni a suo favore, almeno quante ne ha il progetto appoggiato da Legambiente, e comunque la difformità delle opinioni è più che legittima. Sull'eolico (questione più complessa di quanto si vuol far credere) semplicemente si attribuiscono ad "Italia Nostra" posizioni che non ha mai avuto. Le accuse su Urbino sono vaghe e imprecise. Più in generale, non c'è niente, assolutamente niente, degli addebiti mossi ad "Italia Nostra", che possa motivare una simile presa di posizione. In realtà, proprio per le diverse storie delle singole associazioni e per le loro distinte indicazioni statutarie, si era creata negli anni una sorta di positiva divisione del lavoro, per cui l'una si occupava più specificamente del patrimonio artistico e monumentale o di urbanistica, l'altra di ecosistemi e di valori naturalistici, l'altra ancora di energia o d'inquinamento, senza che ciò venisse visto o vissuto da alcuno come un limite, ma cercando invece, ciascuno per la propria parte, di collaborare alla difesa di un patrimonio comune. È fin troppo evidente invece l'interesse delle lobbies al potere di rompere questa unità fra le associazioni, e di accreditare l'immagine di un ambientalismo obsoleto e irresponsabile ("i soliti fondamentalisti"), da isolare e ridicolizzare con tutti i mezzi. Oggi è la volta di "Italia Nostra", domani toccherà ad altri. Non è un caso del resto che pochi giorni fa, sulla prima pagina di "Repubblica", un giornalista notoriamente legato alle lobbies abbia ironizzato sulle anime belle che vogliono "difendere i ramarri"! Non sottovalutiamo questi segnali. Lo stesso tentativo di enfatizzare contrapposizioni inesistenti fra "estremisti" e moderati, del resto, è in atto con i magistrati. La loro risposta, da prendere a modello, è stata quella di serrare i ranghi e di accentuare la collaborazione fra le diverse correnti. Per questa ragione, nel manifestare la nostra solidarietà agli amici di "Italia Nostra" ingiustamente attaccati, invitiamo tutti gli amici di Legambiente attivi sul territorio a prendere posizione contro l'infelice iniziativa di quei loro dirigenti, a vigilare contro i tentativi interessati di seminare zizzania fra associazioni amiche, e a ricercare la collaborazione fattiva di tutti i veri ambientalisti, mettendo da parte le etichette e le appartenenze. Nicola Giudice (Centro di Azione Giuridica, Palermo) Corrado V. Giuliano (Comitato Parchi, Siracusa) Giuseppe Palermo (Associazione per la Difesa delle Coste, Siracusa) Questi i riferimenti: http:eddyburg.itarticlearticleview27500159 http:eddyburg.itarticlearticleview27510159 http:eddyburg.itarticlearticleview27530139