Gentile signora Bossi Fedrigotti, secondo lei, se Dante scrivesse oggi la Divina Commedia, in quale girone dell'inferno metterebbe gli architetti? O ne inventerebbe uno nuovo? Mi limito alla zona Portello-vecchia Fiera, e comincio con il grattacielo Isozaki. Come potrà notare il parallelepipedo ha dovuto essere ancorato con quattro tiranti metallici gialli: o il venerando maestro ha sbagliato qualche calcolo, o qualcuno ha scoperto che scavando una voragine di fianco a un fabbricato per costruire un nuovo grattacielo, ne ha indebolito le fondamenta (ma non ci avevano pensato prima?). Milano Congressi: tale padiglione è stato munito di una specie di zucca metallica e ricoperto da una specie di pelle di dinosauro anch'essa metallica, che ho scoperto essere denominata cometa. Chi è l'architetto? Quanto è costata la cosa alle casse pubbliche? Se fossero stati pannelli fotovoltaici, avrebbero almeno prodotto elettricità e non solo sgomento in chi vede l'opera per la prima volta. Piazza Valle: uno spazio pavimentato con blocchetti di cemento e movimentato da onde di marmo bianco, a loro volta interrotte senza nessun rispetto da griglie metalliche di aerazione o scolo delle acque, nel solito scontro tra architetto e ingegnere. E la piazza è in pendenza, dove passeggini e carrozzine e tricicli sono soggetti alla legge di gravità e non è possibile giocare al pallone. Nel mezzo un baldacchino di milleseicento metri quadri (che sembra fatto con il Lego) che copre due specie di container da quaranta piedi di colore rosso arancio che sono poi le uscite del parcheggio: per il resto panchine di pietra senza schienale, una decina di alberi relegati in un angolo, contornati anch'essi da panchine di pietra. Ora è il regno del vento e d'estate, immagino, sarà un forno: ma non sarebbe stato meglio farne un grande prato verde (chiedo scusa al cantante)? Gabriele Bongiorno Dove Dante avrebbe messo gli architetti, certi architetti per la precisione? Secondo la gravità del peccato, direi. Distinguerebbe, probabilmente tra soltanto presuntuosi e superbi, che piazzerebbe in Purgatorio (undicesimo Canto) e veri violenti contro natura e arte destinati al terzo girone dell'Inferno (Canto quattordicesimo) e puniti molto severamente, con pioggia di fuoco. Lascio a lei decidere quali debbano andare di qua e quali di là. Per quel che mi riguarda, mi chiedo spesso perché mai le stelle internazionali dell'architettura tengano così poco conto dei circondari nei quali sorgono le loro grandi volte belle opere, tanto da risultare per lo più del tutto avulse dal quartiere se non addirittura sue nemiche .