«Dopo il crollo dello storico arco della tonnara, a Marevecchio occorrono interventi urgenti» Avola. «Rischiamo di diventare una città senza identità». C'è amarezza nelle parole di Peppino Corsico, presidente dell'associazione turistico-culturale Pro Loco, dopo il crollo, nella notte di Capodanno, dello storico arco della tonnara, a Mare Vecchio. E proprio all'antica tonnara, la Pro Loco, in collaborazione con la SOvRINTENDENZA del Mare, ha dedicato, qualche anno fa, un documentario, visibile nel sito web dell'associazione. Protagonista il pescatore Angelo Spugnetti, che fa rivivere, con i suoi ricordi, la vecchia costruzione. «Malgrado più volte avessimo posto l'attenzione sul valore storico e identitario di questo luogo - dice Corsico - non siamo riusciti a sensibilizzare i privati e gli organi preposti, a cominciare dalla SOvRINTENDENZA, affinchè si mettessero in campo gli interventi per preservare questo luogo magico, simbolo della città». La tonnara per decenni ha arricchito brochure e cartoline di Avola. Anche nei siti internet dedicati ai viaggiatori, nella sezione recensioni, i turisti la definiscono un «luogo magico e suggestivo», ma «in stato di abbandono e da riqualificare». Per i visitatori della Sicilia Sud-Orientale, la sosta davanti alla tonnara, con tanto di foto, è da sempre una tappa obbligata. La vecchia tonnara, edificata nel porticciolo di Mare Vecchio, testimonia l'antica usanza della pesca e della lavorazione del tonno. Una voce importante, questa, nell'alimentazione della città. "A ghiotta 'ccatunninafrisca e a tunnina 'cche pipi" sono annoverati fra i piatti tradizionali della cucina avolese. «Quello che è successo alla tonnara - aggiunge Corsico - deve invitarci a riflettere sull'importanza di tutelare il nostro patrimonio storico, sia esso pubblico o privato, come nel caso della tonnara. Se il privato si rifiuta di intervenire, gli Enti preposti dovrebbero farlo d'ufficio. Da anni segnaliamo il pessimo stato in cui versa l'arco dell'Arena Moderna, in corso Vittorio Emanuele, anche in questo caso di proprietà privata». Gioiello architettonico del settecento, unico nel suo genere in tutta la zona, si sbriciola di anno in anno. A rendere difficoltoso l'intervento di recupero, chiesto più volte in questi anni da cittadini, associazioni e intellettuali, per non perdere un pezzo di storia della città, è non solo l'assenza di finanziamenti pubblici che ne consentano il restauro, ma anche il fatto che la proprietà del portico è riconducibile ad una decina di persone, alcune delle quali non più in vita. Ragion per cui diventa complesso coordinare le azioni di restauro, tanto più se le spese sono a carico dei privati, che spesso non hanno le risorse economiche per intervenire sugli immobili storici ereditati. La costruzione, puntellata dal Comune dopo il terremoto del '90, compromette anche la sicurezza di quanti percorrono il centralissimo corso. Ad aumentare lo stato di degrado sono anche le incursioni notturne di vandali, che si intrufolano nel cortiletto interno. Sotto i riflettori della Pro Loco anche l'arco ottocentesco del cortile Cancemi, che si affaccia su piazza Regina Elena. «Con una lettera - precisa Corsico - abbiamo sollecitato i privati ad intervenire». Cenzina Salemi 03012015
SICILIA - Monumenti a rischio e in stato di abbandono
A Marevecchio, in Sicilia, è caduto lo storico arco della tonnara. Il presidente dell'associazione Pro Loco, Peppino Corsico, lamenta l'assenza di interventi urgenti per preservare il luogo storico e identitario. La tonnara, costruita nel porticciolo di Mare Vecchio, è stata definita un luogo magico e suggestivo dai turisti, ma è in stato di abbandono. Corsico richiama l'attenzione sull'importanza di tutelare il patrimonio storico, sia pubblico che privato. Anche l'arco ottocentesco del cortile Cancemi è stato oggetto di una lettera di sollecito.
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