MOSTRE enciclopediche. Nuovi musei da sfoggiare (ma attesi allo sfinimento). Big da esportazione. Riallestimenti e valorizzazioni di gioielli milanesi. E qualche sofisticata operazione di sistema. Questo prevede l'oroscopo dell'arte per il 2015. Almeno su carta, è l'occasione di produrre mostre ambiziose e non d'importazione. Arts foods, ad esempio, da aprile in Triennale, sul tema cibo e arte, ha ambizione oceanica. Il critico Germano Celant, già sacerdote dell'Arte Povera, è qui in veste di curatore-manager dell'unico padiglione di Expo in città (7mila mq), con un incarico molto discusso da 750mila euro. Le oltre mille opere, allestite da Italo Rota, abbracciano arte, cinema, pubblicità, design, dal Cuoco di Monet ai Tableau piège di Spoerri. Altro progetto ambiziososarà La Grande Madre, firmata Fondazione Trussardi. A Palazzo Reale da fine agosto tratteggerà l'iconografia della maternità, dalle veneri paleolitiche alle tribolazioni post femministe, una mostra «enciclopedico-pedagogica di carattere storico», la definisce il curatore Massimiliano Gioni. Sul fronte della fotografia, da marzo a settembre a Palazzo della Ragione Italia inside out. un grand tour ideale attraverso lo stivale con i grandi fotografi. Buone notizie arrivano dalla Milano dei cantieri infiniti. Negli spazi dell'ex Ansaldo, progettati da oltre 15 anni da David Chipperfield, aprirà finalmente il Museo delle culture. Qui da fine marzo si vedranno due mostre: Africa, excursus attraverso l'arte africana, anche in relazione al Novecento, e Mondi aMilano, sullastoriadegliantenati di Expo, le grandi esposizioni di arti industriali da metà Ottocento. A primavera, si spalancano anche le porte del Museo Armani firmato da Tadao Ando, in via Bergognone; e quelle della nuova, attesissima sede della Fondazione Prada progettata da Rem Koolhaas nell'ex distilleria di Largo Isarco. Messa per una volta da parte la vocazione al contemporaneo, sarà l'archeologia ad aprire le danze da Prada con un progetto, Se-rial Classic, di Salvatore Settis. Anche Palazzo Reale punta ai classici per celebrare i suoi fasti antichi. Si parte a febbraio con Arte lombarda dai Visconti agli Sforza per arrivare in settembre a Giotto e all'influsso che esercitò durante il suo soggiorno lombardo sugli autori che lo videro lavorare a Palazzo Reale, in un ciclo d'affreschi perduto (mentre sono in corso i restauri di una Crocifissione d'impronta giottesca nella chiesa di San Gottardo). Ad aprile, sarà il turno di Leonardo da Vinci. Annunciata come la grande retrospettiva, ha fatto presto i conti con qualche difficoltà nei prestiti. Difficile eguagliare il "big show" di Londra del 2011, ma i curatori della mostra milanese, Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio, promettono un centinaio di opere, fra cui tre dipinti dal Louvre, il San Giovanni Battista, l'Annunciazione ela Belle Ferronière, la Scapigliatadi Parma, il Musico dall'Ambrosiana, il S. Gerolamo dei Vaticani e la Ma-donna Dreyfuss dalla National Gallery di Washington; oltre a decine di disegni, trenta dei quali dalla collezione della Regina d'Inghilterra. Unico dubbio l'invito esteso ad artisti contemporanei come Fernando Botero con la sua classica Gioconda adiposa. Al Museo del 900, infine, "Il museo dei musei" traslocherà il meglio del Novecento made in Italy da 5 musei italiani. Virtuosa operazione di sistema, potrebbe delineare una collezione ideale dell'arte italiana del XX Secolo.
L'abbuffata di Celant le madri di Trussardi i "classici" da Prada
Il testo descrive le mostre enciclopediche che si terranno a Milano nel 2015. Tra queste, vi saranno mostre dedicate all'arte, al cinema, alla pubblicità, al design e alla fotografia. Alcune mostre saranno organizzate in spazi nuovi, come il Museo delle culture all'ex Ansaldo e la sede della Fondazione Prada. La mostra "Arte lombarda" sarà dedicata ai Visconti e agli Sforza, mentre la mostra "Leonardo da Vinci" sarà una retrospettiva con opere provenienti da musei internazionali. Inoltre, il Museo del 900 trasferirà il meglio del Novecento made in Italy da 5 musei italiani.
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