VENEZIA. «Per diminuire le acque alte, basta ridurre la portata delle bocche di porto e ultimare il sollevamento a 120 centimetri di Venezia». Stefano Boato, ambientalista, docente di Pianificazione all'Iuav raccoglie il grido d'allarme dei negozianti (e non solo) di San Marco sul dopo-Mose sott'acqua per San Marco. Nei giorni scorsi sono riesplose le polemiche perché anche con il Mose piazza San Marco, l'area più bassa di Venezia, continuerà ad avere acqua alta quasi 200 volte l'anno. Il problema non è sconosciuto: con 75 centimetri di alta marea il salotto buono di Venezia si allaga. Nell'ambito delle opere complemetari del Mose, è stato predisposto un progetto di impermeabilizzazione e restauro dei cunicoli sotterranei della piazza, l'intervento è stato approvato ma non sono mai stati stanziati i 50 milioni di euro necessari. Ora che il Mose è quasi ultimato e che nel 2017 dovrebbe entrare in funzione ogni volta che le maree supereranno i 110 centimetri (nel 2014 è successo 15 volte su 189 eventi), il problema degli allagamenti di San Marco torna a preoccupare i commercianti dell'area marciana, secondo i quali il mondo non capirà perchè Mose realizzato la piazza è ancora allagata. Un paio di giorni fa, il direttore del Consorzio Venezia Nuova Hermes Redi ha ipotizzato che si possano alzare in anticipo, tra gli 80 e i 95 centimetri, le paratoie di Chioggia e della bocca di porto del Lido per mettere in salvo San Marco, fermo restando che andrebbero impermeabilizzata la piazza e completato il rialzo delle rive. «Mi fa piacere che il direttore del Consorzio riprenda vecchie proposte avanzate dagli anni '90 e rimaste lettera morta - commenta Boato - Si possono eliminare le acque medio-alte per le parti basse di Venezia con il riequilibrio idraulico e fisico della laguna». L'idea, elaborata ormai una trentina di anni fa, è che riducendo la portata delle bocche di porto le punte di marea diminuiscono di 20,2 centimetri. «Insieme vanno completate le difese verticali a insula», continua il professore di Pianificazione. Si tratta degli interventi di rialzo, iniziati ma mai conclusi per mancanza di fondi. «Così si riducono i picchi di marea a un evento ogni 5 anni, con una durata inferiore a 3 ore e 9,1 centimetro di altezza massima - dice Boato che difende la proposta di spostare le crociere in un terminal esterno - permetterebbe di ridurre subito la portata della bocca di porto del Lido».