E una mostra racconta la vita sull'Adda ai tempi dei romani CORNATE D'ADDA (Monza e Brianza). Lo dicevano, i vecchi del paese, che passando con l'aratro in un campo, anni e anni fa, un contadino trovò il coperchio d'una tomba antica. E che bastava grattare col rastrello in alcuni terreni lì intorno per far affiorare ceramiche, monete, perfino frammenti d'ossa. Ma soprattutto è scritto sui libri di storia: il longobardo Paolo Diacono raccontava di uno scontro tra un re longobardo e un duca ribelle, nel 689, nella «piana di Coronate». Con quei racconti, con quei libri in mano, Ezio Parma vent'anni fa ha iniziato a bussare alle porte di sindaci, assessori, sovrintendenti di turno, per chiedere di scavare e cercare tracce di storia lontana. Ezio Parma, in una casa di corte a Cornate, c'è nato, 74 anni fa. Vi rimase dodici anni, prima di spostarsi altrove con la famiglia. Ha fatto fortuna, Ezio Parma, imprenditore figlio di operai. Ma non ha mai dimenticato la sua casa, il suo paese. E, quando nel 1994 gli dissero che racconti e libri non bastavano, si attrezzò e tre anni dopo noleggiò un aereo da turismo a sue spese per fare una ricognizione sopra Cornate, in cerca di anomalie nel terreno per convincere la Sovrintendenza a fare sopralluoghi. Iniziò tutto da lì. Quel che è successo da allora, lo racconta una mostra del Comune e della Pro Loco, aperta fino al 24 gennaio in villa Sandroni (via Manzoni, 2): campagne di scavi con archeologi e insegnanti universitari hanno a poco a poco svelato che Cornate era un vicus romano di una certa importanza, sono venuti alla luce in un'area chiamata Villa Paradiso, i resti di una villa rustica di epoca romana, con terme, fornace, cisterna. Si sa che venne abbandonata e che il luogo venne poi usato come necropoli in epoca longobarda e altomedievale: almeno diciassette tombe sono già state scoperte, altre potrebbero essere ancora sepolte. Ma non solo, in un'altra zona a picco sul fiume, alla Rocchetta, sono stati trovati resti di mura romane, di cisterne e tombe tardo antiche con quasi duecento frammenti di ceramica di vario tipo. Ezio Parma finora quegli scavi li ha sempre sostenuti, in parte anche finanziati, perfino documentati con un lungo filmato storico. Ora resta l'incognita del futuro. «Mancano fondi spiega Parma , c'è il timore che quelle aree vengano addirittura urbanizzate. Eppure è un patrimonio culturale e turistico unico, da valorizzare anche in rete con altri Comuni».