Avola. «Ci siamo sempre interessati della Tonnara e abbiamo seguito da vicino l'iter e sollecitato soluzioni». Tuona il sindaco, Luca Cannata, dopo le polemiche che si sono scatenate a seguito del crollo, la notte di Capodanno, dell'arco della vecchia Tonnara di Mare vecchio, costruzione simbolo della città. «E' necessario - precisa il sindaco - sgomberare il campo dalle inesattezze. I fatti dicono altro. Il 18 giugno scorso prendiamo atto della lettera dei proprietari della Tonnara, indirizzata al Comune, alla SOpRINTENDENZA, alla Capitaneria di porto e all'assessorato regionale Territorio e ambiente con cui si dichiara l'impossibilità di dare inizio ai lavori di cui alla concessione edilizia rilasciata nel 2010 relativa al progetto di restauro e rifunzionalizzazione della Tonnara in struttura alberghiera a fruizione museale». «Nella stessa lettera - racconta Cannata - la proprietà fa presente che tutti i lavori fatti all'interno della struttura per eliminare il rischio di crollo si sono rivelati inutili palliativi facendo presente che si attende ancora il rilascio delle autorizzazioni da parte della Regione per la realizzazione delle opere a mare propedeutiche alla protezione della struttura. «Il 25 giugno - dice il sindaco -appresa l'impossibilità da parte della proprietà di intervenire, abbiamo interpellato gli uffici Lavori Pubblici e Urbanistica per avere riscontro e relazione in merito alle iniziative da intraprendere contattando gli enti regionali, a cominciare dalla SOpRINTENDENZA, per la salvaguardia del bene. La SOpRINTENDENZA il 2 luglio invita la proprietà ad intervenire urgentemente per la messa in sicurezza dell'immobile. Ed ancora il 17 luglio la Capitaneria di Porto invia una lettera con la quale sottolinea che l'area della Tonnara è interdetta al pubblico con ordinanza. Nella stessa lettera si evidenziano i lavori per la salvaguardia che consistono nella realizzazione, nello specchio acqueo, di 3 scogliere con massi naturali in area a ripascimento artificiale. Il 28 agosto il Comune invia una lettera alla proprietà in cui sollecita i lavori. Il 17 novembre la proprietà invia una nota al Comune per concordare un incontro tecnico per la definizione dei lavori con gli enti regionali; incontro fissato per il 19 gennaio. Ma purtroppo l'1 gennaio nevica. Dunque questi sono i fatti. Che non sono il tentativo di scaricare le responsabilità, ma la dimostrazione che nessuno ha dormito». 04012015