NON ci sarà un bando per la nomina del direttore del Polo Reale, come previsto in un primo tempo dalla riforma del Mibact. Tra fine gennaio e inizio febbraio il ministero - che destinerà i concorsi pubblici internazionali solo ai 10 principali musei del paese, dagli Uffizi all'Accademia di Venezia alla Pinacoteca di Brera, mentre il complesso dei musei sabaudi non rientra nella prima fascia, dunque non godrà di totale autonomia da Roma farà invece una nomina diretta: e in pole position c'è l'attuale soprintendente al Patrimonio storico artistico, Edith Gabrielli. Ancora prima, entro un mese comunque, arriverà il nuovo segretario regionale, ancora su designazione degli uffici romani. Sono queste le novità di inizio anno nel panorama dei beni culturali piemontesi, una sorta di scacchiere le cui pedine aspettano di potere compiere le mosse definitive. Ma andiamo con ordine. A Palazzo Chiablese l'ex direttore regionale Mario Turetta sta facendo le valigie in vista del nuovo incarico di coordinatore del Polo delle Residenze sabaude: la sua funzione precedente è stata abolita, rimarrà a Palazzo Chiablese solo per l'ordinaria amministrazione in attesa che lì arrivi la nuova figura del segretario regionale e che si instauri la direzione del Polo Reale, ora vacante. In un primo tempo la Gabrielli, che ha curato l'allestimento della nuova Sabauda, ricevendo per questo all'inaugurazione lo scorso 4 dicembre molti complimenti dal ministro Franceschini, aveva cercato una collocazione a Roma, la sua città: ma non si sono trovati posti liberi per lei, dunque la permanenza a Torino appare per lei sempre più probabile. Potrebbe accettare di buon grado la guida dei musei sabaudi anche perché, sempre in seguito alla riforma del Mibact, perderà la sua soprintendenza che sarà accorpata con quella ai Beni architettonici, ora guidata da Luca Rinaldi. E non è un mistero il fatto che anche Rinaldi avrebbe preferito andare altrove e tornare in Lombardia, in cui già aveva operato, e in particolare a Milano. Ma il ruolo che andrebbe a ricoprire pare occupato: dunque anche per lui potrebbe profilarsi una permanenza sotto la Mole. Dove in realtà vorrebbe tornare Luisa Papotti, torinese, che riveste ora la doppia carica di titolare dei Beni architettonici a Genova e a Novara (ma gli uffici di questa si sposteranno a Torino, dove a Palazzo Chiablese opereranno due soprintendenze parallele "alle Belle arti e al Paesaggio", una dedicata a Torino e area metropolitana, l'altra al resto della regione). La partita grossa, tuttavia, si gioca soprattutto intorno alla Reggia di Venaria, che rischia di essere ridimensionata dato che l'attenzione si sposterà ora sull'intero complesso delle regge. Ci sono preoccupazioni sui finanziamenti, che potrebbero diminuire - non si sa quanto la Regione, dati i chiari di luna, sarà ancora disponibile a versare; pare inoltre che in via Bertola siano meno interessati, ora, a erogare fondi per quella singola reggia, avendo ormai a cuore soprattutto l'intero circuito - mentre si sta riscrivendo lo statuto, in vista anche del possibile ingresso della Città di Torino. A questo punto si attende la nomina, ancora ministeriale, di Mario Turetta, chiamato a portare l'esperienza da lui condotta in porto del Polo Reale a quello delle Residenze (non si sa ancora se il suo ufficio sarà a Venaria o altrove, di sicuro però lo stipendio lo riceverà da Roma, e questa è stata una delle richieste avanzate dalla Regione). Per questo sarà necessario modificare la struttura del Consorzio, con Venaria destinata ad assumere il ruolo di reggia pilota dell'intero progetto, in cui si incontrano le volontà comuni di Mibact, Regione e, perché no, Comune di Torino. Per completare l'ipotetico scacchiere manca ancora il direttore artistico e scientifico della Reggia di Venaria, che sarà scelto con un bando, mentre il "deus ex machina" uscente Alberto Vanelli avrebbe accettato di restare gratuitamente un anno per guidare il passaggio di consegne.