LA POLEMICA I PEZZI ci sono tutti. Manca soltanto il direttore unico, il solo che potrà tenere insieme, senza scollature, tutte le tessere del mosaico. Solo allora il Polo Reale, uno dei 18 musei di interesse nazionale autonomi da Roma a cominciare dagli incassi, potrà dirsi davvero compiuto. Palazzo Reale, Armeria, Biblioteca, Museo di Antichità e, l'ultima arrivata, Galleria Sabauda sono stati tenuti insieme finora da una segnaletica e da una biglietteria unificata. Ma ciascuno ha continuato a camminare per la sua strada, sotto la responsabilità di un proprio dirigente. «Un vero bailamme », precisa Bruno Della Calce della Cisl. Con l'unificazione tutto questo finirà. Da quattro dirigenti si passerà ad un manager unico che avrà pieni poteri. Solo allora il caos sparirà e si eviteranno inconvenienti come quelli capitati negli ultimi giorni alla Sabauda, dove per mancanza di personale, a neanche un mese dall'inaugurazione della Manica nuova, è stato chiuso un intero piano. Sembrano tutti d'accordo, dal padre dell'unificazione, Mario Turetta, ai sindacati che nella corsa ad ostacoli per l'apertura del Polo non gliene hanno lasciata passare una. «A breve sarà nominato un dirigente unico che prenderà in mano l'intera gestione chiarisce Turetta Siamo alla fine di un percorso che ancora non si è assestato. Oggi i vasi non sono comunicanti. Ciascuna delle quattro soprintendenze titolari della gestione dei cinque musei ha i propri assistenti alla vigilanza. Quando ci sarà un bacino unico di custodi si potrà attingere a seconda delle esigenze. In questi giorni i problemi sono stati dovuti al fatto che una buona parte del personale era in ferie per le festività natalizie». Da un piano solo, la pinacoteca dei Savoia è passata ad averne quattro. E il personale, nonostante la soprintendente Edith Gabrielli avesse chiesto rinforzi, è rimasto lo stesso di sempre. Servirebbero almeno una trentina di sorveglianti. Invece ce ne sono soltanto 22. Basta che qualcuno si ammali o vada in ferie per mettere a repentaglio l'apertura di interi piani della Galleria. Al contrario dello scorso fine settimana, ieri mattina il terzo piano che ospita la collezione di Riccardo Gualino, con la Madonna di Duccio e la Venere di Botticelli, era aperto. Ma anziché due sorveglianti per piano, al piano terreno e al terzo piano ce ne era soltanto uno. E anche nella "control room", dove sono tenuti d'occhio tutti i movimenti dei visitatori, era presente un solo custode, addetto anche a staccare i biglietti. «Si è partiti per un'impresa senza sapere su quante forze si poteva contare chiarisce Gaetano Di Marino della Uil Se qualcuno si ammala, per come siamo messi adesso, si è costretti a chiudere un piano intero ». I sindacati aspettano il nuovo direttore: «Avrà piena autonomia da Roma e potrà mettere mano a una nuova organizzazione del lavoro e degli orari. dice Della Calce della Cisl Il modello deve cambiare. Ne serve uno nuovo». Quale? I sindacati propongono di impiegare gli addetti alla vigilanza non solo per "fare da palo" nelle sale, ma anche in attività di accoglienza. Per farlo si potrebbe pensare a posticipare l'apertura dalle 8 alle 10 del mattino. E ad affidare la sorveglianza notturna ad una ditta esterna.