«NEI musei della Fondazione succede sempre qualcosa: per questo hanno successo e la gente ci va». Patrizia Asproni, presidente di Torino Musei, commenta così i dati positivi sull'affluenza del 2014. E conferma, come anticipato ieri da Repubblica, che a marzo prenderà il via alla Gam una mostra di Modigliani: sarà curata da Danilo Eccher, che rimarrà per il 2015 in via Magenta come consulente per i programmi. Asproni, come valuta il 42 per cento di pubblico in più nel 2014 tra Gam, Palazzo Madama e Mao, nonostante i tempi difficili? «Sono dati estremamente positivi, soprattutto in una situazione critica come l'attuale. Siamo stato oculati nei costi, ottimizzando le risorse e gestendo il debito, anche se abbiamo ricevuto immobili anziché denaro: si è cercato di investire quello che rimaneva dopo il pagamento degli stipendi, in sviluppo». Che cosa avete fatto? «Si è investito sui cittadini, ricordando loro che esistono musei importanti con un'offerta continua. Per il Mao l'incremento di pubblico è particolarmente interessante, perché riguarda solo sei mesi, dopo un periodo di "istruttoria" per rilanciare il museo: adesso la gente ci va di nuovo ». Colpisce il successo della Gam: è l'effetto Renoir? «Guardi, la Gam ha raddoppiato al di là della mostra di Renoir, che tuttavia ha dato un forte impulso. Ma c'era già stato l'effetto Bill Viola: ricordo 500 persone venute a sentire quell'artista, con molti giovani chiamati a raccolta dai social network. Anche la Gam è stata restituita alla città, richiamando pubblici che prima non erano interessati. E' il risultato dell'"audience development"». Quanto hanno influito i social network? «Tantissimo, una recente mappa su Twitter ha rivelato che i nostri musei sono i soli presenti in modo rilevante per l'Italia, accanto al British Museum e al Louvre. Abbiamo inoltre allargato l'audience ai giovani, attraverso un'offerta differenziata». Unico segno meno per il Borgo Medievale, che ha perso il 15 per cento di pubblico. Quale futuro per quel museo? «Sì, è andato male. Come da accordi l'abbiamo lasciato al Circolo dei Lettori: una gestione non felice, che ora viene interrotta. Stiamo aspettando che la Città ce lo restituisca e ce lo terremo, tra costi alti e bassi introiti. Abbiamo perso un anno, adesso vedremo se darlo in concessione o gestirlo direttamente: occorrerà comunque riposizionarlo «. Dopo i bilanci dell'anno passato, pensiamo al 2015 e all'Expo: perché i rinvii per Monet alla Gam e per i pittori francesi a Palazzo Madama? «È stato fatto un discorso di ottimizzazione: nei mesi primaverili c'è un'offerta enorme, tra l'ostensione della Sindone e Torino capitale dello sport: rischiavamo di non incocciare nel pubblico giusto, i pellegrini certo non vanno in massa a vedere Monet, il pubblico più sofisticato potrebbe arrivare dopo. Il primo periodo sarà tutto milanese: quella città ci avrebbe cannibalizzato, tra Leonardo e tutto quanto». Chi arriverà a Torino però non troverà una grande mostra, che faccia da cassa di risonanza: non è così? «Ci saranno altre sorprese. Confermo intanto che a marzo si inaugurerà alla Gam l'esposizione di Modigliani, in collaborazione con il Beaubourg e Skira: sarà curata da Danilo Eccher, che continuerà per il 2015 a seguire i programmi espositivi in via Magenta. Lì ci sarà pure la mostra affidata a Francesco Bonami sulle collezioni d'arte contemporanea, estesa a Rivoli e alle Fondazioni Sandretto e Merz». Come procede il bando per il direttore unico? «Abbiamo ricevuto molte mail dall'estero e dall'Italia, con richieste di chiarimenti. Tutto è in mano alla Praxi: il bando scade il 14 gennaio, contiamo di avere il nuovo direttore entro la fine di marzo». presidente di Torino Musei
Asproni: "Modigliani da marzo alla Gam per proseguire i successi del 2014"
Il presidente di Torino Musei, Patrizia Asproni, ha commentato i dati positivi sull'affluenza dei musei della Fondazione nel 2014. Il 42% di pubblico in più è stato registrato tra Gam, Palazzo Madama e Mao, nonostante i tempi difficili. Asproni ha confermato che i musei sono stati oculati nei costi e che si è cercato di investire sui cittadini, offrendo un'offerta continua. La Gam ha raddoppiato al di là della mostra di Renoir, mentre il Mao ha registrato un aumento del 15% di pubblico. I social network hanno avuto un'influenza significativa sui dati, con la Gam che è stata restituita alla città e che ha richiamato pubblici che prima non erano interessati.
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