ALLARME sampietrini all'Esquilino. «Alcune settimane fa denuncia Augusto Caratelli, presidente del comitato difesa Roma caput mundi in piazza Vittorio, durante i lavori di rifacimento del manto stradale, i sampietrini che ricoprivano da molti anni la sede stradale sono scomparsi misteriosamente. I lavori sono tuttora in corso, chiediamo il ripristino dei sampietrini scomparsi. È assurdo che si voglia cancellare una storia millenaria per poi sostituirli con un anonimo ed indecoroso asfalto». Chiede l'intervento della Soprintendenza, l'associazione ambientalista Italia Nostra. «Dopo le varie, assurde e inaccettabili proposte sul togliere, spostare e addirittura vendere i poveri sampietrini, chiediamo l'intervento dell'ente di tutela per assicurare garanzie per la tutela di un elemento storico di pavimentazione e arredo della città». Poi lancia l'attacco: «Le dichiarazioni più incredibili sono venute dal neo assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Pucci, che ha accusato i sampietrini di essere causa d'inquinamento, dichiarando che "la sutura tra un sampietrino e l'altro produce polvere che crea inquinamento, danneggia i monumenti". Da anni denunciamo l'erosione dei monumenti dovuta alle troppe auto, pullman, camion di carico e scarico che attraversano il centro storico senza che nessun sindaco abbia posto mano a decisivi rimedi, ma apprendiamo che la colpa è dei sampietrini». Secondo Italia Nostra un metro quadrato di posa di sampietrini costa infatti 212 euro, la stessa superficie in asfalto moderno ne costa 52. «I sampietrini rimossi precisa l'associazione di via dei Gracchi possono dunque rappresentare un valore prezioso da utilizzare come cambio merce negli appalti con le aziende incaricate di ripavimentare le strade sia in asfalto che con i sampietrini rimossi. Si potrebbe utilizzare il "valore prezioso" del sampietrino per risolvere il dissestato bilancio comunale?». ( laura serloni)