Sono in arrivo, nel 2005, stanziamenti per 22 milioni di euro alla Campania da parte del ministero per i beni e le attività culturali. Un dato che segna una crescita del 9,9 rispetto al 2001. È quanto emerso in una conferenza svoltasi ieri, per iniziativa del ministero, a Napoli, in occasione della VII settimana della cultura, e nella quale si è fatto il punto sui traguardi degli ultimi quattro anni. Dal 2001 fino allo scorso anno i fondi ordinari stanziati «ammontano a circa 83,148 milioni di euro, ai quali si aggiungono circa 37,6 milioni dei fondi del Lotto», ha spiegato il viceministro per i beni e le attività culturali Antonio Martusciello, «per un totale di circa 120,8 milioni». Nell'arco degli ultimi quattro anni nel Mezzogiorno sono stati finanziati 2.135 interventi in sette regioni (esclusa la Sicilia), di cui 593 in Campania, che è la regione che finanzia di più i beni culturali, secondo quanto affermato dal direttore regionale per i beni culturali, Stefano De Caro, che ha annunciato che, in collaborazione con l'assessorato ai lavori pubblici della regione, si sta elaborando un prezziario unico per tutte le sovrintendenze relativo alle opere di restauro dei beni culturali. Tuttavia, quello che secondo i sovrintendenti della Campania va tenuto in erande considerazione resta la manutenzione oltre che la gestione ordinaria. Il sovrintendente archeologico di Pompei, Pietro Guzzo, ha sottolineato che la quantità di personale e in particolare degli archeologi in forza alla sovrintendenza non è congruo e che le risorse finanziarie attualmente «ammontano a circa 18 milioni all'anno a fronte di circa 296 milioni necessari per garantire uno stato di conservazione standard per tutta Pompei». L'auspicio di poter erogare ulteriori fondi per la spesa corrente è stato condiviso dal viceministro Martusciello: «Crescono le spese di gestione e diminuisce la spesa corrente, o comunque rimane stabile e quindi ci dovrà essere uno sforzo in più da parte del governo nazionale per stanziare nuove risorse o comunque per trovare soluzioni diverse», ha affermato. Per il coinvolgimento dei privati, Martusciello ha detto che non bisogna lavorare sulla linea del project financing ma «con la logica inserita nel codice dei beni culturali. Le fondazioni sono uno strumento importante di gestione di servizi aggiuntivi nei beni culturali. Spero che l'esperienza realizzata al Museo egizio di Torino possa diventare realtà anche per la Reggia di Caserta e per gli scavi di Pompei o di Ercolano», ha concluso.