Reportage nel parco archeologico: erbacce, cancelli divelti, aree a rischio di croll e niente visite guidate. Il soprintendente: "Abbiamo pochi fondi, ma stiamo facendo di tutto per recuperare il sito" Quel che non ha fatto Annibale quel 2 agosto del 216 avanti Cristo lo sta realizzando la burocrazia a vari livelli in anni di incuria: far sparire Canne della Battaglia. Partiamo dal futuro. Un progetto di 2 milioni di euro per dotare il sito archeologico di strumentazioni multimediali. Condividi Documenti audio e video distribuiti sul territorio di Canne per permettere finalmente ai visitatori di "vedere" e vivere le fasi di quella che è stata una delle più grandi battaglie della storia antica. Al momento è ancora tutto sulla carta, ma il progetto potrebbe dare una svolta a un sito che non raccoglie più di 10mila visitatori l'anno. E qui torniamo al triste presente. Per capire la differenza tra i progetti futuri e la realtà basta aprire il registro delle visite all'ingresso. Accanto a elogi per il personale che resiste nelle difficoltà, ci sono le lamentele dei turisti: "Luogo stupendo, ma deprimente per lo stato di degrado" oppure "sito completamente abbandonato", e ancora "che desolazione, tornare dopo 30 anni e trovare la storia in completo abbandono". Condividi È proprio l'abbandono ad assalire i visitatori che arrivano a Canne: erbacce alte quasi fino al ginocchio che infestano il sepolcreto e Pezza la Forbice, cancelletti divelti davanti alle buche delle fornaci antiche e poi quel crollo delle mura esterne mai riparato per mancanza di fondi. All'interno non c'è un servizio di visite guidate, se non quelle garantite dal comitato Pro-Canne. Non c'è un book shop e neanche una biglietteria, per questo ora l'ingresso è gratuito. I servizi aggiuntivi, dopo la fallimentare esperienza della Novamusa chiusa nel 2011, sono spariti. Di connessione a internet neanche a parlarne. Ma tutto ciò è nulla in confronto ai problemi creati dalla carenza di organico. Molti tra guardiani e vigilanti sono andati in pensione e mai sostituiti a causa del blocco del turnover. Ne servirebbero 10 e invece ce ne sono due per turno. Problemi denunciati recentemente da una lettera aperta che la Fp Cgil di Bari ha inviato al Soprintendente archeologico per la Puglia, Luigi La Rocca, e alla direttrice regionale ad interim dei Beni culturali e paesaggistici, Maria Nardella: "Chiediamo alla direzione regionale di intervenire al più presto per arginare il degrado di questo importantissimo luogo della cultura" scrivono il coordinatore della Fp Cgil Mibact, Matteo Scagliarini, e il segretario della Fp Cgil Bari, Antonio Ventrelli. "Stiamo studiando una bozza di convenzione con il Comune di Barletta, in parte competente sul sito, per dividerci i compiti" replica la direttrice Nardella. I problemi non mancano neanche negli altri siti archeologici regionali: "Ci sono carenze di personale anche nel museo archeologico di Canosa e allo Jatta di Ruvo di Puglia" dice ancora Scagliarini della Cgil. Ma è su Canne della Battaglia che si riscontrano i problemi maggiori legati anche alla mancanza di finanziamenti. La nuova sede di ingresso dei visitatori non è mai stata portata a termine perché a causa di un rimpallo di responsabilità tra istituzioni locali sono stati persi 700mila euro di fondi comunitari. Il finanziamento una tantum di 250mila euro promesso dalla Regione nel 2011 non è mai arrivato. È il Soprintendente Luigi La Rocca a spiegare le origini dei problemi di Canne: "Noi viviamo con i fondi ordinari del ministero dei Beni culturali. Per tutta la regione abbiamo 430mila euro l'anno, ma ne servirebbero almeno 800mila. Inoltre il fondo per il diserbo è passato da 200mila euro dell'anno scorso a 100mila del 2014. Con fatica stiamo facendo di tutto per rendere il sito più dignitoso".