Vicenza. A chiedere lumi, ora, è l'Unesco. L'ufficio italiano dell'agenzia Onu che tutela il patrimonio mondiale dell'umanità, titolo di cui Vicenza si fregia da vent'anni, vuole vedere i progetti della Tav e in particolare di quel tunnel che passa sotto villa Valmarana ai Nani, già piena di crepe per la fragilità del terreno su cui poggia, e che sbuca nei paraggi della Rotonda. Il sindaco Variati ha già fatto sapere che manderà i documenti a Roma: «Ma il progetto Tav si può migliorare». VICENZA. La lettera è arrivata il secondo giorno dell'anno e certifica che sulla Tav vicentina, ora, si è posata pure la lente d'ingrandimento dell'Unesco. Perché la missiva reca la richiesta di «informazioni sui lavori che possono incidere sull'eccezionale valore universale del bene protetto» da inviare «prima di prendere qualsiasi decisione». Firmato: ufficio Unesco del ministero dei Beni e delle attività culturali. Al quale il Comune risponde: «Forniremo tutti i documenti richiesti, ma il progetto della Tav potrà essere migliorato». A centro dell'attenzione del Mibac, infatti, c'è il progetto dell'Alta velocità ferroviaria in suolo vicentino. E in particolare il caso del tunnel idraulico-viabilistico sotto Monte Berico: una galleria lunga 1,1 chilometri, alta 16 metri e larga 15 che, secondo lo studio di fattibilità redatto da Rfi (Rete ferroviaria italiana), ospiterà l'acqua del fiume Retrone e le auto e che sbucherà nel mezzo dell'oasi naturalistica (protetta dall'Unesco) della «Valletta del Silenzio», sotto la villa rinascimentale Valmarana ai Nani e a poche centinaia di metri dalla palladiana La Rotonda. Sulla vicenda si discute da giorni, con l'alzata di scudi dei proprietari di villa Valmarana («L'opera va fermata, mette a rischio la stabilità della villa a causa delle molte crepe già esistenti»), e ora pure con la presa di posizione del proprietario de La Rotonda: «Tutta l'area può essere a rischio con quel progetto - dice Lodovico Valmarana - è necessario svolgere verifiche tecniche dettagliate che spieghino come stanno le cose. Ma certo, trovare un'alternativa al tunnel sarebbe un toccasana per tutta l'area di pregio naturalistico e architettonico». Villa Valmarana ai Nani non è bene Unesco ma tutta l'area attorno a La Rotonda rientra nella zona-cuscinetto, la cosiddetta «buffer zone», protetta - con minori livelli di attenzione - dall'ente mondiale. Per questo motivo lo scorso 30 dicembre un membro dall'associazione Osservatorio urbano territoriale di Vicenza, Francesca Leder, ha scritto al Mibac per informare del progetto del tunnel che «distruggerà quel brano di paesaggio culturale che comprende le ville palladiane e il loro intorno». Tre giorni dopo, ecco la risposta dell'ufficio Unesco del ministro, che chiama in causa il Comune: «Si chiede - si legge nella lettere del Mibac - di fornire informazioni circa la valutazione degli impatti che potrebbero essere arrecati all'eccezionale valore universale del sito Unesco». E aggiunge che la comunicazione «deve essere fatta al più presto, prima di prendere qualsiasi decisione che sarebbe difficile da ribaltare e comprendente mappa, relazione tecnica, grafici e fotografie». Insomma, l'Unesco vuole vederci chiaro sul progetto della Tav vicentina. E Palazzo Trissino risponde all'appello: «Daremo puntualmente al ministero - assicura il sindaco Achille Variati - tutte le informazioni dettagliate sul progetto e saranno fatte le verifiche sui progetti delle opere e sui cantieri necessari per realizzarle per avere tutte le garanzie necessarie. Ma l'attuale studio di fattibilità potrà essere certamente migliorato». Il primo cittadino, però, nella risposta va anche oltre e attacca le parole di Leder, rea di aver inviato all'Unesco «lettere improprie contenenti informazioni distorte sul progetto di alta velocità e sulle opere connesse». «Chi lancia allarmi infondati - conclude Variati - dimostra di ignorare quanto fatto dall'amministrazione per tutelare e valorizzare il patrimonio artistico della città».
Ville palladiane minacciate dalla Tav. Interviene l'Unesco
L'Unesco ha richiesto informazioni sul progetto della Tav vicentina, in particolare sul tunnel idraulico-viabilistico sotto Monte Berico, che potrebbe incidere sull'eccezionale valore universale del sito Unesco. Il Comune di Vicenza ha risposto che fornirà tutti i documenti richiesti, ma che il progetto può essere migliorato. Il sindaco Variati ha anche attaccato le parole di Francesca Leder, membro dell'associazione Osservatorio urbano territoriale di Vicenza, che aveva scritto all'Unesco per informare del progetto del tunnel. Variati ha affermato che Leder ha inviato informazioni distorte sul progetto di alta velocità e sulle opere connesse.
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