Città orizzontale o verticale? In fondo i grandi centri urbani del mondo si possono suddividere in queste due categorie: metropoli dove le altezze degli edifici sono limitate a pochi piani e città che fanno della vertigine il loro carattere. Negli Usa è frequente la via di mezzo: immense spiattellate su due-tre piani con in mezzo il «downtown» che sale al cielo. Roma ha scelto di essere «orizzontale», mangiandosi l'Agro nella sua espansione. D'altra parte la preziosità del centro storico ha dissuaso ogni pensiero di andare troppo in alto. Ma c'è un altro motivo di questa scelta: l'altezza del Cupolone (136 metri), segno del ruolo di Roma nella cristianità, non può essere superata. Ne sa qualcosa il minareto della Grande Moschea di Portoghesi che fu «tagliato» per non insidiare il primato di San Pietro. La prudenza ha suggerito di fermare i due «grattacieli» di Purini e Ascarelli, all'Eur, intorno a quota cento metri e all'orizzonte non sembra proprio che ci sia nessuno intenzionato ad alzare l'asticella oltre questa misura. Parigi, città «gemella» di Roma, ha fatto qualche decennio fa la stessa scelta: quando, all'avvio degli anni Settanta, fu eretta la Tour Montparnasse (210 m.), ci fu una valanga di proteste e da allora l'unica vera vertigine restò la Tour Eiffel (324 m.) Con gli anni però le cose sono cambiate: prima l'Arco della Défense (111 m.) poi la vicina Tour First (231 m.) hanno annunciato la voglia della Ville Lumière di mettersi sulla scia di Londra, che con gli edifici di Foster (Gherkin, 180 m.) e Piano (Shard, 310 m.) pare avviata a voler trasformarsi in una città «verticale». Ormai Parigi sembra puntare ad un futuro sopraelevato: fra tre anni sarà la volta del nuovo Palais de Justice, a Porte de Clichy, XVII Arrondissement. Il più grande del paese, quattromila magistrati al lavoro nell'edificio bioclimatico disegnato da Renzo Piano, l'architetto italiano più celebre nel mondo. Alto 160 metri, il futuro Palazzo di Giustizia sarà la quarta vertigine parigina, dopo la Tour Eiffel e i grattacieli First e Montparnasse. Su un impianto di 1,7 ettari si alzerà un edificio suddiviso in tre corpi sovrapposti di dieci piani ciascuno. Lo renderanno unico le numerose terrazze verdeggianti, per un totale di un ettaro, dove saranno ospitati 500 pini ed alberi ad alto fusto. Le Palais, il cui costo sfiorerà i 600 milioni, riunirà le sedi del Tribunale di Grande Istanza, quello giudiziario e alcuni tribunali di arrondissement. Vi circoleranno almeno diecimila persone al giorno, per le quali è prevista una superficie di oltre 5 mila metri quadrati come «corridoio dei passi perduti» in attesa di entrare in una delle 90 sale d'udienza. L'opera di Piano è destinata a costituire un nuovo landmark urbanistico tra il centro e la periferia nord della Capitale, nel quadro di un progetto di sviluppo lanciato da Sarkozy («Le Grand Paris»). Naturalmente, al contrario di quanto avviene a Roma, Stato e Città di Parigi hanno già firmato un accordo per dotare la nuova cittadella della Giustizia, prima della sua apertura, di collegamenti su rotaia allungando alcune linee ferrotramviarie. «Per la sua trasparenza e la sua razionalità sostiene il progettista dell'Auditorium - questo edificio può assumere un valore simbolico. Permetterà ai cittadini di accostarsi alla giustizia con serenità. Sarà il contrario del palazzo che intimidisce, ermetico e oscuro che viene dal passato». Il tema «grattacieli a Roma» è stato lanciato anni fa dalla giunta Alemanno, quando sembrava prender forma l'ipotesi di dotare le periferie di torri all'americana. Le polemiche scaturite ma soprattutto la crisi economico-finanziaria hanno affossato l'idea di portare Roma sulle tracce di Parigi. D'altra parte molte archistar internazionali hanno espresso forti dubbi sull'opportunità di introdurre nello skyline ricco di cupole della Capitale forti elementi di verticalità, seppure sullo sfondo. Di recente, proprio su queste pagine, il co-progettista della celebrata Nuova Biblioteca d'Alessandria (d'Egitto), Craig Dykers (Studio Snohetta) ha detto: «C'è veramente qualcosa che giustifichi un grattacielo a Roma? Anche se lo si volesse fare in periferia, bisognerebbe trovare una ragione forte per costruirlo».
Roma e Parigi, viste dall'alto
Roma e Parigi sono due città europee con stili urbani diversi. Roma è caratterizzata da un'espansione orizzontale, con edifici di pochi piani, mentre Parigi ha scelto di essere verticale, con grattacieli come la Tour Eiffel. La città francese sta per aggiungere un nuovo grattacielo, il Palais de Justice, progettato da Renzo Piano, che sarà alto 160 metri. A Roma, invece, ci sono polemiche per la costruzione di grattacieli, come proposto dalla giunta Alemanno, ma l'idea è stata abbandonata a causa della crisi economica. Architetti internazionali hanno espresso dubbi sulla necessità di grattacieli in città con un ricco skyline come Parigi.
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