Al Sud va almeno un terzo dei fondi destinato ogni anno dal ministero per i Beni culturali. E la Campania è la regione del Mezzogiorno che beneficia di più degli aiuti del governo, seconda in Italia soltanto al Lazio. Ma molto si può fare ancora, rispetto ai bisogni reali (come sottolineerà Stefano De Caro), perché la tutela e la valorizzazione facciano della risorsa-cultura un settore da traino per flussi di visitatori sempre più numerosi. Nel segno di quanto ha saputo già fare l'intuizione di Artecard, esperimento di sinergia tra governo ed enti locali e novità di assoluto rilievo da esportare in tutt'Italia, secondo il viceministro Antonio Martusciello. È il bilancio in chiaroscuro che emerge dalla settima Settimana della cultura, che fa il punto sui «Tesori del Sud» e in particolare sugli investimenti in Campania dal 2001 al 2004: al tavolo dei relatori con Martusciello, il capo del Dipartimento per i Beni culturali e paesaggistici Roberto Cecchi, insieme ai sei sovrintendenti della regione. A lungo ci si sofferma su quanto finora il governo Berlusconi ha speso per i fondi ordinari, nell'obiettivo di garantire la copertura di interventi di scavo, manutenzione, restauro e valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e artistico. Osserva Martusciello: «Malgrado le difficoltà economiche, determinate anche da una congiuntura internazionale poco favorevole, il governo presenta in Campania, nel settore dei Beni culturali e paesaggistici, un bilancio di traguardi concreti e significativi, sostenuto da un notevole sforzo finanziario». Mentre Cecchi rileva il trend in crescita per il Sud, dai 45 milioni di euro del 2001 ai 54 del 2004, per un rapporto tra fondi erogati e superficie territoriale che in Campania raggiunge la cifra record che supera di poco i 6mila euro per chilometro quadrato. De Caro, direttore regionale per i Beni culturali, ringrazia ma sottolinea: «La concreta dimensione economica di questa posizione non appare ancora adeguata ai bisogni reali anche della semplice conservazione, manutenzione e tutela del patrimonio culturale campano. Questo anche perché la Campania è una regione ancora povera e la maggior parte delle sue amministrazioni locali sono ancora ben lontane dalla possibilità di provvedere in proprio alla manutenzione e al recupero dei numerosi beni di loro proprietà». Non a caso, qualche minuto prima, il sovrintendente al Polo museale napoletano Nicola Spinosa aveva rimarcato l'assenza di manutenzione del Comune di Napoli all'arco di Castelnuovo recentemente restaurato. Ma è chiaro a tutti che in questo campo gli sforzi vanno condivisi, al di là dei ruoli e al di sopra delle parti (come la vicenda Artecard insegna). Per Spinosa in particolare è importante lavorare in sintonia, a tutti i livelli: annuncia la proroga della mostra di Velazquez a Capodimonte dal 18 giugno al 3 luglio grazie alla collaborazione con le istituzioni straniere; così come anticipa la notizia dell'imminente apertura della farmacia di San Martino e poi propone di reperire fondi per l'acquisizione da Sotheby's del dipinto di Carlo D'Asburgo eseguito dal Solimena. Anche nel prosieguo del convegno, moderato dal giornalista Massimo Milone, gli altri interventi rimarcano il volume di lavoro prodotto nell'ultimo quadriennio in Campania, con il sovrintendente archeologico di Pompei Pietro Guzzo (fondamentale la sinergia con ministero, Regione, enti locali e privati), con il sovrintendente per i Beni architettonici Enrico Guglielmo (notevole l'impulso per la realizzazione dell'Opera di San Lorenzo Maggiore a Napoli), con il sovrintendente ai Beni architettonici di Avellino e Salerno di Giuseppe Zampino (intenso il programma per il recupero di alcuni strutture nell'Avellinese) e con la sovrintendente ai Beni architettonici di Napoli e Caserta Maria Luisa Nava (punto sui ritrovamenti in occasione degli scavi di Tav e metrò).
Campania, fondi boom per i Beni culturali
Il governo ha destinato al Sud almeno un terzo dei fondi destinati ogni anno dal ministero per i Beni culturali. La Campania è la regione del Mezzogiorno che beneficia di più degli aiuti del governo, seconda in Italia al Lazio. Il bilancio in chiaroscuro emerge dalla settima Settimana della cultura, che fa il punto sui Tesori del Sud e in particolare sugli investimenti in Campania dal 2001 al 2004. Il governo ha presentato in Campania un bilancio di traguardi concreti e significativi, sostenuto da un notevole sforzo finanziario.
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