Sono più che «belli». E dire «affascinanti», «entusiasmanti», «da lasciare a bocca aperta» non basta. Sono capolavori artistici e naturali cosi unici al mondo da essere «Patrimonio dell'umanità» e meritare l'attenta protezione dell'Unesco. Solo in Italia, i siti che hanno queste caratteristiche sono ben 39. Di questi, due sono piemontesi: le Residenze Sabaude e i Sacri monti (in «coabitazione» con quelli che sorgono in terra lombarda). E proprio le Residenze e i Sacri Monti saranno gli ideali padroni di casa della terza Conferenza Nazionale dei siti Unesco, che apre i suoi lavori stamattina nello splendido Castello di Racconigi: l'appuntamento (che segue quello di Noto del 2003 e quello di Paestum dell'anno scorso) sarà l'occasione per presentare i nuovi Piani di gestione che l'Unesco ha richiesto a tutti i siti posti sotto la sua ala protettrice. «Uno stimolo a non fermarsi alla semplice conservazione del bene», spiega Manuel Roberto Guido, responsabile dell'ufficio Unesco per il Ministero dei Beni e le Attività Culturali. «Perché chi si trova a gestire questi siti, deve anche essere in grado di governarne le trasformazioni e prevederne uno sviluppo che sia sostenibile con quei valori che rendono il bene così unico». Molto fitto il programma dei lavori, cui prenderanno parte, tra gli altri, anche il ministro per l'Ambiente e la Tutela del territorio, Altero Matteoli, l'Officiale della Pontificia commissione per i Beni Culturali della Chiesa Cattolica, Monsignor José Manuel del Rio Cherasco, l'Ambasciatore d'Italia presso l'Unesco Francesco Caruso e Francesco Bandarin, Direttore del Centro del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Tra le autorità locali, accanto al sindaco di Torino Sergio Chiamparino, il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e la presidente della Regione Mercedes Bresso, ci saranno il presidente della Provincia di Cuneo Raffaele Costa, il sottosegretario del Ministero ai Beni Culturali Nicola Bono e il Soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio del Piemonte, Francesco Pernice. Una platea decisamente affollata, dunque, così come non mancheranno i relatori. Ma i lavori preyedono anche, nella mattinata di oggi, la visita al cantiere del progetto «La Venaria Reale». Domani invece, la seconda sessione della Conferenza avrà sede a Torino, presso Palazzo Reale. Proprio qui, nel pomeriggio, sarà il turno delle Residenze e dei Sacri Monti di scoprire le proprie «carte». Solo le Residenze, per esempio, sono ben 22, ma solo 10 sono aperte al pubblico. Visitatori che nel 2004 sono stati circa 700mila (un quarto del totale delle visite al patrimonio artistico in Piemonte) e che presto potranno godere anche delle bellezze ritrovate di Palazzo Madama e dell'Armeria Reale. Grande attesa, poi, per le novità assolute dell'apertura della Reggia di Venaria e della Villa della Regina. «Secondo uno studio condotto proprio dal Centro patrimonio mondiale dell'Unesco - spiega ancora Manuel Roberto Guido - risulta che quando un bene viene iscritto nella lista di quelli tutelati dall'Unesco ottiene una copertura da parte di stampa e media in generale grande come una campagna pubblicitaria di circa un milione di dollari. Ecco perché non mancano i luoghi e le bellezze che "sgomitano" per entrare a far parte del patrimonio mondiale». E presto, la vetrina piemontese potrebbe sfoggiare nuovi gioielli. «L'Italia è la nazione al mondo con più beni tutelati dall'Unesco, quindi i margini per nuovi inserimenti sono abbastanza ristretti - dice Guido - ma si sta lavorando da tempo per includere un patrimonio naturale come le Alpi Occidentali, un progetto portato avanti con la Francia e con i parchi naturali confinanti con i nostri del Gran Paradiso e delle Alpi Marittime. In seconda battuta, si può pensare anche all'entrata nella lista di beni protetti dei "Paesaggi vitivinicoli" tipici del Piemonte, quindi Langhe e Monferrato».