Sono una persona innamorata dell'Alto Adige e delle sue montagne. Lo frequento da quando ero bambina: ne ho potuto apprezzare le bellezze paesaggistiche e anche le differenze culturali che, almeno a mio parere, sono una ricchezza, rendendo questa regione unica nel suo genere. Eppure oggi vi scrivo per una curiosità e un allarme. Frequento da sempre la Val d'Ultimo e l'ho vista cambiare ma, a differenza di altre valli, sempre con un'attenzione forte al paesaggio boschivo e rurale. Negli ultimi anni vedo tuttavia sempre più spazi vuoti tra i boschi e un taglio di piante che fatico a non definire selvaggio. Ecco allora la curiosità: ma c'è una legge che in Alto Adige tutela e verifica il patrimonio boschivo? E l'allarme: com'è possibile continuare a tagliare in modo indiscriminato con un doppio pericolo, ossia per l'anima della valle e per l'incolumità fisica di chi non è più protetto dal bosco e rischia di essere travolto dalle valanghe? Ogni volta che passeggio con mio figlio, appassionato di natura, gli scorgo negli occhi il dolore per la perdita di tanti alberi, un po' come succede a Idefix, il cane di Obelix nel fumetto Asterix, il quale piange ogni volta nel vedere abbattuta una pianta. Lettera firmata, MANTOVA Gentile signora, la risposta alla sua principale domanda è un bel sì: la legge esiste e la tutela del patrimonio boschivo è da noi solitamente considerata una «cosa seria». Non vado però in Val d'Ultimo da un po' di tempo, pertanto mi affido alla sua descrizione. D'istinto mi verrebbe da dire di stare tranquilla, che non vi sono tagli e abbattimenti selvaggi, men che meno pericolosi al punto da mettere a rischio la sicurezza delle persone e delle cose: conosco l'attenzione con cui l'amministrazione provinciale ma prima ancora gli abitanti delle nostre valli gestisce il patrimonio boschivo. Ma, appunto, da tempo non frequento la zona, dunque giro volentieri la sua lettera e le preoccupazioni di una persona come lei che ama la nostra terra ai vari responsabili. Non so perché, gentile signora, pur avendo firmato per esteso la mail, ci abbia chiesto di non rendere pubblica la sua identità. Ovviamente rispettiamo senza alcun problema il suo volere: è però un peccato non possa ricevere il ringraziamento dei molti altoatesini che vedono in turisti attenti come lei un aiuto prezioso per difendere il patrimonio naturale.