Belli: piccola rivoluzione per dare più risalto a una parte di città. Hartsarich: segnaletica da rifare VENEZIA. Ci sono musei che tutti conoscono, che si riempiono di visitatori senza nemmeno doverli pubblicizzare con mostre particolarmente accattivanti e altri che cercano (ma soprattutto trovano) in pochi. Sono musei meno adatti ai grandi numeri ma ugualmente importanti per la Fondazione musei che ha deciso a partire dal 2015 di rilanciarli con una nuova immagine. «Abbiamo pensato ad una piccola rivoluzione spiega Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei civici si chiamerà "Destinazione San Stae" vorremmo dare più risalto a quella parte di città. In quella zona si concentrano molti dei nostri musei importanti ma è poco frequentata dai turisti ed è un peccato. E' anche una parte della città molto significativa da scoprire». Il progetto metterà in rete Palazzo Mocenigo, Ca' Pesaro e il Museo di Storia Naturale. Poi, altre istituzioni culturali, se vorranno, potranno unirsi, a partire dalla Fondazione Prada passando anche per Palazzo Grassi e il museo Guggenheim. «Fa parte della strategia presentata da questo Cda per i prossimi tre anni spiega anche Walter Hartsarich, presidente della Fondazione Musei se ne occuperà il nuovo consiglio di amministrazione. L'idea è quella di lavorare anche con le altre istituzioni culturali della zona per sviluppare il turismo in quella parte della città. C'è molto lavoro da fare, a partire dalla segnaletica che va completamente rifatta. In questo momento trovare i tre musei civici che sono in quella zona è praticamente impossibile». Le parole di Hartsarich ricordano il progetto che Angela Vettese, ex assessore alle Attività Culturali del Comune aveva proposto per il centro storico: nuovi percorsi turistici lontani dalle comuni direttrici che collegano ogni giorno piazzale Roma a Rialto e poi a San Marco. Nuove o poco conosciute. «Venezia non è e non può essere solo Palazzo Ducale continua Hartsarich l'obiettivo di "Destinazione San Stae" è quello di parlare anche con gli altri enti della zona e ripensare uno sviluppo dell'area». Servirà però anche il contributo del Comune. «Credo che la segnaletica andrebbe rifatta in funzione dei musei precisa il presidente Oggi ci sono segnaletiche vecchie, brutte e difficilmente comprensibili. Un turista arriva ai musei meno conosciuti solo se ci vuole andare e li cerca a volte anche con difficoltà. Imbattersi lungo una passeggiata? Impossibile».