Per i cittadini della Regione Toscana la data del 10 novembre 2014 va ricordata tutte le volte che si esamina l'uso ed il consumo di suolo, poiché coincide con l'approvazione della Legge Regionale n. 65, il cui titolo è altrettanto emblematico: "Norme per il governo del territorio". Il documento punta a valorizzare il patrimonio territoriale e paesaggistico per uno sviluppo regionale sostenibile e durevole, oltre a cercare di sviluppare la partecipazione dei cittadini come componente ordinaria delle procedure di formazione dei piani. L'intenzione è anche quella di migliorare l'efficacia della governance interistituzionale in base ai principi della sussidiarietà e rendere più chiare e rapide le procedure, graduando la complessità degli adempimenti in relazione alla rilevanza delle trasformazioni. Che, secondo gli osservatori, è anche tradotto in una serie di dispositivi operativi concreti: - si definisce in modo puntuale il territorio urbanizzato, differenziando le procedure per intervenire all'interno dello stesso da quelle per la trasformazione in aree esterne, con particolare riferimento alla salvaguardia del territorio rurale e al fine di promuovere il riuso e la riqualificazione delle aree urbane degradate o dismesse; - in aree esterne al territorio urbanizzato non sono consentite nuove edificazioni residenziali. Limitati impegni di suolo per destinazioni diverse da quella residenziale sono in ogni caso assoggettati al parere obbligatorio della conferenza di copianificazione d'area vasta, chiamata a verificare puntualmente, oltre alla conformità al PIT, che non sussistano alternative di riutilizzazione o riorganizzazione di insediamenti e infrastrutture esistenti; - nel territorio urbanizzato, per promuoverne il riuso e la riqualificazione, ferme restando una serie di condizioni generali sono introdotte alcune semplificazioni. Un'altra novità è costituita dall'introduzione del concetto di patrimonio territoriale, quale bene comune costitutivo dell'identità collettiva regionale, che costituisce un riferimento per contestualizzare le 'invarianti strutturali' nello Statuto del territorio, e promuovere una più efficace relazione tra statuto e strategia dei piani. Analogamente a quanto avvenuto con il passaggio dal riconoscimento di singoli edifici di valore al riconoscimento dei centri storici quali organismi complessi, caratterizzati dalle relazioni tra edilizia monumentale ed edilizia minore, e tra edifici e abitanti, compiuto tra gli anni 1950 e 1960, con il concetto di patrimonio territoriale esteso all'intero territorio regionale si realizza un avanzamento culturale, che sottolinea il passaggio, per la Toscana, da una concezione vincolistica per aree specifiche alla messa in valore progettuale del territorio e del paesaggio nel suo insieme. Peraltro, sono stati specificati i compiti dell' Osservatorio regionale del paesaggio, che avrà il ruolo, in particolare, di promuovere, in attuazione della Convenzione europea sul paesaggio, la partecipazione delle popolazioni alla tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico regionale. Gli osservatori, infine, sono dell'avviso che il Consiglio Regionale, interessato a convalidare la Legge in esame, non avrà difficoltà a rilevarne i numerosi e citati elementi di tutela paesaggistica. Infine, resta da segnalare che Francesca Fradelloni ha firmato un articolo che esordisce con il lancio di una proposta di tipo diverso. Dice testualmente: Una Legge nazionale sul consumo del suolo, a grande richiesta. Una legge che dovrebbe dare le linee guida, un vademecum legislativo prima che i governi regionali agiscano senza una direttiva, soprattutto dopo la recente esperienza della Regione Toscana prima, e della Regione Lombardia dopo, che hanno approvato le loro Leggi locali sul consumo del suolo. Atti che richiamano ancora di più la necessità e l'urgenza di una norma italiana in materia. Proposta destinata a suscitare seria riflessione.