Mostre, musica teatro: così è cambiato il volto della città C'è stata l'epoca (poco meno di cinquanta anni fa) in cui la Basilica palladiana accoglieva gli applausi e i fischi per le prodezze e le sconfitte del basket vicentino. Poi ci furono gli anni dei tentati ma mai raggiunti obbiettivi di rilancio del monumento in una Vicenza troppo presa dal rilancio economico che lasciarono naufragare il progetto di recupero di Renzo Piano e lasciarono il monumento che lega indissolubilmente il suo nome all'architetto padovano Andrea Palladio in un limbo finito solo grazie ad un'intuizione che porta il nome dell'ex sindaco Enrico Hüllweck, demiurgo di un restauro interamente finanziato dalla Fondazione CariVerona come 15 milioni, capace di ridare splendore alla Basilica riaperta nell'ottobre del 2012. «Ma va dato atto al sindaco Achille Variati e alla sua amministrazione di aver messo a punto in progetto che sta potranno la città tra le mete del turismo internazionale non più solo d'affari e che ha trasformato la Basilica nel perno del rilancio culturale e turistico della città», precisa Vladimiro Riva direttore generale del consorzio di promozione turistica «Vicenza è» e propulsore del riconoscimento della Basilica come monumento nazionale . Ed è stato così che Vicenza è (ri)nata ed è riuscita, in un periodo soffocato dalla crisi, a mettere un segno più alle presenze in città (più 12 per cento di pernottamenti nel 2013 rispetto al 2012 - più 80 per cento di turisti cinesi nel primo semestre 2014 rispetto all'anno precedente). E ci è riuscita grazie a quei grandi eventi firmati da Marco Goldin, voluti dall'attuale amministrazione, e visti nel 2012 e nel 2013 da quasi 429mila persone: 273.334 visitatori della mostra che ha inaugurato la rinnovata Basilica «Raffello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure» e 155.520 per la seconda, già allestita a Verona, «Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento». In poco più di due anni, inoltre, altre 240mila persone hanno visto Vicenza dalla terrazza del monumento palladiano, aperta al pubblico per la prima volta e dotata di servizio bar. E ora l'attesa è per le mostre che Vicenza propone, sempre a firma Marco Goldin, ad iniziare da «Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh. La sera e i notturni dagli egizia al Novecento», inaugurata la sera della vigilia, che ha già 150mila prenotazioni e che fa da attrattore per le altre cinque mostre a Palazzo Chiericati (Antonio López García e quattro contemporanei) e al museo del gioiello. «È ripartito tutto dalla Basilica, è stata la rinascita della città. Il restauro conservativo voluto dall'amministrazione precedente non poteva rimanere fine a se stesso - commenta il sindaco Variati - La Basilica doveva essere viva. E così abbiamo voluto questo accordo con Linea d'ombra di Marco Goldin perché volevamo che Vicenza fosse conosciuta oltre i propri confini e la provincia. E l'obiettivo è stato raggiunto». Non solo come richiamo. «Abbiamo capito che il recupero della Basilica, cui è seguito il rinnovo della chiesa di Santa Corona e di Palazzo Chiericati, che dovrà diventare museo in continua evoluzione tra storia e contemporaneità, era un'occasione da non perdere - riprende Variati - e di questo devo ringraziare il mio vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci, il vero architetto di una politica culturale che sta mostrando come la cultura possa diventare risorsa anche economica. Basti pensare che aprendo la terrazza della Basilica il Comune ha dato lavoro a 25 persone e, al netto dalle spese, ha incassato in tre mesi 66mila euro che saranno investiti in altre iniziative. Ma il connubio con l'economia è mostrato anche dalla collaborazione con la Fiera che ha portato ad aprire il museo del gioiello in Basilica, unico nel suo genere in Europa. E non dimentichiamo il Palladium musem altra straordinaria specificità vicentina». Vicenza si è mossa dunque. «In questi due anni non abbiamo solo dimostrato di poter essere città turistica internazionale - prosegue Variati - Abbiamo anche iniziato un dialogo di sviluppo urbanistico che parte dal progetto della Tav che abbiamo finalmente ottenuto ma si tradurrà in una radicale trasformazione della città» Ora c'è da evitare che Vicenza si rifermi. «Dopo Goldin il deserto? Ci saranno altri grandi eventi in Basilica», chiosa Variati, pensando alla fine dell'accordo Triennale con Goldin che potrebbe tornare con le mostre da record a Treviso. Ma il rischio c'è. Lo scongiura il presidente della Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca: «Non c'è ombra di dubbio, Vicenza sta richiamando grande interesse sia dal punto di vista culturale sia per i progetti Tav che ne ridisegneranno l'assetto e sta mettendo le basi per diventare polo culturale e turistico. È però importante che questa evoluzione sia governata con lungimiranza e alto senso del "bene comune". Serve ora un disegno preciso e condiviso che dia continuità al volano creato dalle grandi mostre». Rebecca continua: «Un'altra grande occasione è data dal cambiamento della geografia urbana che andrà a disegnare la città con la Tav e la nuova tangenziale già al bando di gara. Una mobilità più efficiente non va solo a vantaggio di cittadini e imprese ma è anche un tassello importante per proiettare Vicenza come meta nelle grandi direttrici turistiche». Sviluppo quindi, senza dimenticare il passato. «Le grandi mostre sono state e sono iniziative lodevoli - commenta Guido Beltramini, direttore del Cisa, Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio - ma non si può dimenticare che Vicenza ha una sua eccezionalità: è la città ideale del Rinascimento. L'unica totalmente plasmata da un architetto, Palladio, l'unica ad essere un museo diffuso del Rinascimento. Su questo si deve investire. Verona è la città romana, Venezia quella gotica, Vicenza rinascimentale ed è l'unica in Italia».
Rinascimento vicentino
Vicenza è stata in grado di trasformarsi grazie a un accordo con Marco Goldin, che ha firmato le mostre "Raffello verso Picasso" e "Verso Monet". La città ha visto un aumento significativo di visitatori, con oltre 429mila persone che hanno visto le mostre nel 2012 e nel 2013. La Basilica palladiana è stata riaperta e dotata di una terrazza aperta al pubblico. Il sindaco Achille Variati ha ringraziato il vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci per il suo ruolo nel promuovere la cultura e l'economia della città. La collaborazione con la Fiera ha portato ad aprire il museo del gioiello in Basilica, unico nel suo genere in Europa.
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