Si riaprono le speranze per acquisire la Collezione Torlonia. Un sogno che il sindaco Veltroni insegue dai tempi in cui era ministro ai Beni Culturali e che non ha mai abbandonato. «Si stanno compiendo piccoli passi avanti - ha ammesso il sindaco ieri a margine della presentazione della Mostra "Capolavori da scoprire" - è una ricchezza del Paese ed è un grande sogno». Veltroni non ha voluto aggiungere altro. Prudenza e riservatezza, del resto, sono d'obbligo, in una vicenda che si trascina da moltissimi anni. Un ruolo centrale nella trattativa lo sta svolgendo Emanuele Emanuele, il presidente della Fondazione Banca di Roma. Delegato a trattare anche a nome di altre fondazioni bancarie. In passato era stato l'ex ministro ai Beni Culturali Giuliano Urbani a fare da tramite con il principe Alessandro Torlonia. Questa volta è entrato in scena un altro ex ministro, l'ex titolare della Farnesina Giuseppe Guarino. Un altro personaggio chiave di questa trattativa è l'assessore al Patrimonio Claudio Minelli. È lui che ha continuato a tessere il filo, anche quando secondo molti si era spezzato. L'incontro si è svolto in Campidoglio mercoledì scorso. Riservatissimo e molto cordiale, nella stanza del sindaco, quella col balconcino e l'affaccio sui Fori romani. «Riportare la collezione e poterla esporre in un contesto urbano - si è tenuto sul vago Veltroni - sarebbe un risultato storico». L'acquisizione di quella che viene considerata la più grande collezione privata del mondo - circa 600 sculture attualmente inaccessibili al pubblico e custodite nei magazzini della famiglia Torlonia - consentirebbe al Comune di Roma di avviare un progetto tenuto da tempo nei cassetti. L'idea è recuperare il Palazzo dei Musei per collocare la collezione. E trasferire all'interno degli storici locali di via dei Cerchi il Museo della Civiltà romana attualmente ospitato all'Eur. In passato la Collezione è stata al centro di durissime polemiche. Vi furono anche interrogazioni parlamentari, con la minaccia di iniziative legali. A tutto questo è seguito un lungo silenzio. «Il presidente Emanuele Emanuele è animato da un grande entusiasmo per la cultura, noi vorremmo contribuire alla riuscita di questa iniziativa e stiamo cercando di svolgere un ruolo attivo», si è limitato a commentare l'assessore Minelli. Uno dei problemi da superare è la differenza economica tra l'offerta e la domanda della straordinaria collezione. Il valore rivalutato si aggira tra i 120 e i 130 milioni di euro.