Pucci: il rifacimento delle strade ripagato con le pietre. Polemica, città divisa Il piano per togliere i sampietrini dalle strade a grande viabilità sarà pronto il 6 gennaio, dice l'assessore Maurizio Pucci, e probabilmente la prima strada "trattata" sarà viale Somalia: è quasi costretto a tornare sull'argomento, visto che per tutto il giorno, dai social network alle agenzie di stampa, tutti (o quasi) hanno espresso un'opinione sull'intervista che ha rilasciato al Corriere. Sono stati tantissimi i romani che anche a titolo personale, soprattutto su Twitter, hanno commentato, ironizzato, esaltato l'idea. Dai politici - per l'ex ministro Sgarbi «è un'offesa per Roma», per la deputata Anna Grazia Calabria di Forza Italia «allora perché non asfaltare il Tevere?», da quelli nazionali a quelli in Consiglio comunale, come Fabrizio Ghera di Fdi che paragona Marino «a Brenno, il capo dei Galli che tenne in scacco Roma» - ai volti noti (Clemente Mimun, per citarne uno) da Unindustria (favorevole, con il vicepresidente Attilio Tranquilli) ai "selciaroli" (contrari) alla Uil (favorevole), dagli abitanti centro storico di Viviana Di Capua (favorevoli) all'Ordine degli ingegneri («valutare costi e benefici»), tutti insomma hanno partecipato al dibattito sull'argomento. E lo stesso sindaco Ignazio Marino, nell'illustrare il Bilancio 2015 - Rifiuti, trasporti (tram da piazza Lodi a Santa Croce in Gerusalemme, metro di superficie Ostiense-Vigna Clara), decoro e sociale, ma tra le priorità del Bilancio 2015 c'è anche la «legalità contabile», sia nella tempistica, dice il sindaco, «perché farlo a dicembre dovrebbe essere la norma ma qui non lo era», sia per i conti «che nel 2015 torneranno in equilibrio», anticipato dunque il piano di rientro - a proposito di manutenzione del territorio, Marino, promette «piazze pedonali, in periferia, con i sampietrini tolti dalle strade di grande viabilità del centro». Ne discute perfino la Lega di Matteo Salvini, che col suo rappresentante nel I Municipio, Luca Aubert, si dice «pronto a sdraiarmi in strada per impedire fisicamente che vengano tolti». E il consigliere regionale Fabrizio Santori, eletto con La Destra ora al gruppo misto, annuncia «un esposto in Procura». Il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, Forza Italia, sceglie toni poco poetici: «Meriterebbe che glieli tirassero, i sampietrini». In una città nella quale a giorni alterni si accusa l'amministrazione (questa e quelle passate, a prescindere dal colore) di scarsa manutenzione stradale, l'idea annunciata da Pucci, evidentemente, fa discutere. L'assessore sorride: «I sampietrini in parte rimarranno per testimoniare la storia. Potremmo cominciare da viale Somalia, là c'e una situazione di insicurezza sia per i pedoni sia per le vetture». Precisa, Maurizio Pucci: «Non si tratta di venderli ma di fare uno scambio con il rifacimento delle strade. Che verrà ripagato in parte con i sampietrini, e in parte con ulteriori interventi che le imprese faranno nelle zone fuori dalle Mura Aureliane. Non vogliamo soldi, noi vogliamo opere. Faremo una specie di gara d'appalto a rialzo». I fuochi d'artificio, dunque, sono già cominciati. Sul Bilancio pure - 200 milioni di tagli, manovra da 3,8 mld, diminuzione di entrate correnti per 450 milioni, spesa da 43 a 27 milioni l'anno - visto che una ventina di partecipate (da Eur Spa ad Adr, da Farmacap ad Acea Ato2, fino alle Assicurazioni) come da tempo annunciato, sarà venduta. L'unico dipartimento al quale sono state aumentate le risorse è quello dei Trasporti, 45 milioni in più: «Garantisce risorse in linea con quanto stabilito dal piano industriale di Atac», esulta l'assessore Guido Improta.