HANNO detto sì. Sì alla ricostruzione della platea lignea dell'età dei Flavi, sì all'ampliamento dell'area archeologica centrale con la pedonalizzazione di via dei Cerchi, sì alla chiusura definitiva di via dei Fori Imperiali lungo la quale potrà passare soltanto una linea circolare elettrica di bus, sì al ripristino del collegamentotrailColosseoeil Ludus magnus, le antiche palestre dei gladiatori, sì all'ingresso gratuito nel Foro Romano. Rivoluzione archeologica di fine anno: i saggi del ministero dei Beni culturali stavolta si scrollano di dosso l'appellativo di "mister no" e danno il via libera al piano di riordino e valorizzazione di uno dei patrimoni più importanti dell'umanità. Progetto ambizioso per il sito più visitato d'Italia. Archeologi ed esperti come Giuliano Volpe, Michel Gras, Tiziana Ferrante, Adriano La Regina, Eugenio La Rocca, Laura Ricci, Claudio Strinati e Jane Thompson chiamati dal mini- stero dei Beni culturali e dal Comune di Roma dopo un conclave di mesi si sono espressi sull'idea del professor Daniele Manacorda pubblicata a luglio dalla rivista Archeo. L'ARENA Il modello da seguire è quello di tardo Ottocento quando il Colosseo aveva «la sua bella arena viva perché calpestabile come sottolinea Manacorda e quindi privatamente o pubblicamente usata». Il progetto che secondo la direttrice del monumento costerebbe più di 25 milioni di euro prevederebbe quindi la ricostruzione in legno del piano di calpestio così da restituire all'Anfiteatro la sua arena (di cui oggi è visibile solo una piccola porzione, ricostruita sul lato orientale) e ai sotterranei la loro coltre per realizzare un museo in modo da riprodurre anticamente com'erano con le complesse macchine sceniche e i montacarichi usati per portare le belve sul piano dell'arena. Una piazza pronta ad ospitare concerti e rappresentazioni teatrali come propose Andrea Carandini, ex presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, pensando «a la Passione secondo Matteo di Bach». Un'idea che però fa storcere il naso allo storico dell'arte Tomaso Montanari che l'ha definita «povera culturalmente, banale e banalizzante». LUDUS MAGNUS Parere favorevole anche al progetto di ripristino del collegamento tra il Colosseo e il ludus magnus. Proprio per le palestre dei gladiatori che si snodano lungo via Labicana la commis- sione auspica un progetto innovativo, anche coinvolgendo privati per rendere la struttura frequentabile e aperta a diverse attività, anche coprendola e realizzando una grande piazza fruibile pure di sera. Per i saggi il Foro Romano deve tornare a essere gratuito per tutti i visitatori e ora spingono per l'approvazione di una legge speciale per Roma. L'AREA ARCHEOLOGICA Si amplia almeno secondo i diktat della commissione condivisi però dal ministro Fran- ceschini e dal sindaco di Roma Ignazio Marino l'area archeologica centrale che viene estesa al quadrilatero costituito da piazza Venezia, Fori Imperiali, Colosseo, Colle Oppio, Campidoglio e Teatro di Marcello, Foro Romano, Palatino e Circo massimo. Il sogno dell'archeologo Adriano La Regina iniziato dall'allora sindaco Francesco Rutelli si traduce in fatti. Sono diverse le soluzioni suggerite dalla commissione Mibact-Comune per migliorare il sistema degli accessi e dei percorsi e per regolare e migliorare i servizi turistici di quella che diventerà la più grande area archeologica urbana del mondo. Più accessi all'area antica. Si diversificano le possibilità d'ingresso, realizzando un'entrata al Palatino lungo via dei Cerchi che verrebbe chiusa al traffico e riservata ai pedoni. Via dei Fori Imperiali diventerebbe una vera e propria passeggiata archeologica, vietata a tutte le auto e i motorini ma riservata solo ad una linea circolare elettrica di bus al altissima frequenza da via dei Fori al Colosseo attraverso via dei Cerchi e fino a piazza Venezia. Lo stop ai mezzi privati e pubblici (eccetto l'unica linea autorizzata) andrebbe di pari passo con la creazione di alcuni punti di sosta, parcheggi di scambio per i pullman turistici nella zona di Santa Maria in Cosmedin ed in via di Valle delle Camene, eliminando gli stalli di via di San Gregorio. CACCIA AI FONDI Con un tweet aveva sostenuto l'idea di Manacorda, ora esulta il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini: «È un grande passo avanti per la realizzazione di quella che sarà la più grande area archeologica urbana del mon- do». A lui spetta l'ultima parola sulla 'pavimentazione' del Colosseo dopo la presentazione di un progetto ad hoc messo a punto dalla Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma, guidata da Mariarosaria Barbera che sarebbe in dirittura d'arrivo il ministro dovrà stabilire tempi e soprattutto risorse, già stanziate con la legge Art Bonus nel capitolo dedicato ai progetti di grande interesse nazionale.