Basile torna al proprio posto, finisce la breve era del sovrintendente ad interim Calogero Rizzuto ed esultano le associazioni ambientaliste che adesso chiedono la testa del dirigente generale dei Beni culturali Rino Giglione. Il tribunale del Lavoro ha accolto i rilievi presentati da Basile ordinando il reintegro dell'archeologa alla guida degli uffici di piazza Duomo. Un vero e proprio regalo per tutto il fronte di associazioni e studiosi, con in testa Salvatore Settis, che si sono apertamente schierati a sostegno di Basile. Nella sua ordinanza il giudice Anna Guglielmino ha di fatto smontato tutta l'azione portata avanti dal Dipartimento regionale giudicando irregolare la sospensione perché il provvedimento non contiene alcuna specifica descrizione dei fatti addebitati al dirigente né il limite temporale della sua durata. Nella sentenza viene anche evidenziato come Basile abbia subito un danno d'immagine per il clamore suscitato dalla vicenda. Basile si è detta «molto contenta» per la decisione del giudice e l'assessore regionale ai Beni culturali Antonio Purpura ha garantito tempi stretti per il suo ritorno alla guida degli uffici di piazza Duomo. «Avevo già espresso perplessità sulla decisione di sospendere Basile - ha dichiarato Purpura- e il tribunale mi ha dato ragione. Adesso provvederemo a un immediato reintegro». La vicenda era iniziata i primi di agosto quando era arrivato il primo provvedimento su degli accertamenti legati alle sentenze del giudice del lavoro sulle sovrintendenze di Siracusa e Catania. In entrambi i casi, però, tutto si era risolto con la conferma dei due sovrintendenti e così il dipartimento aveva disposto una ispezione legata soprattutto alla realizzazione di una piscina fuori terra nella villa dell'ex assessore regionale al Territorio e Ambiente Mariarita Sgarlata. Quella vicenda aveva causato anche un vero e proprio terremoto portando alle dimissioni di Sgarlata e al provvedimento di sospensione di Basile. Un atto contestato da subito dall'archeologa che fin dal proprio arrivo alla guida della sovrintendenza, insieme agli altri componenti delle unità operative di piazza Duomo, aveva avviato una decisa azione di tutela del territorio rispetto ad alcuni progetti su aree di pregio. «Dopo avere tentato invano di sostituirla accampando motivi di carattere burocratico- si legge in una nota della segreteria regionale di Legambiente, guidata da Mimmo Fontana - il dirigente regionale aveva adottato nei confronti di Basile un irrituale e immotivato provvedimento di sospensione. Speriamo che con questa ordinanza del giudice si chiuda una delle pagine più vergognose nella storia recente dell'assessorato regionale ai Beni culturali, trasformato in terreno per le scorrerie di alcuni personaggi politici». Sulla vicenda è intervenuto anche il coordinatore cittadino dei Verdi Giuseppe Patti che ha criticato fortemente «il mancato intervento della politica in una vicenda che ha assunto i connotati di una faida all'interno della maggioranza » chiedendo al tempo stesso «la rimozione immediata del direttore generale Rino Giglione». (GAUR)